Copyright © 2008 Lunezia.com Tutti i diritti riservati [Vietata la riproduzione]



IL PROGETTO DELL'ASSEMBLEA COSTITUENTE
Alla vigilia della Costituente, il sen. Giuseppe Micheli propose tramite il suo giornale “La Giovane Montagna”, l’idea di una regione emiliano-lunense comprendente le province della Spezia, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e il circondario di Pontremoli. A questa idea si aggiunse, durante l'Assemblea Costituente, l'appoggio di Carlo Sforza (Ministro degli Esteri dal 1947 al 1951) che chiese che nella istituenda regione venisse inclusa tutta quanta la provincia di Massa Carrara sino a Montignoso e alla proposta si unirono altri nove deputati con il sostegno di tre Deputazioni provinciali. La stessa provincia della Spezia invio' ai deputati quattro opuscoli per sostenere questo progetto amministrativo.
Notizie in merito possono desumersi dal libro Lunezia del prof. G. Benelli (ed. Luna Editore - La Spezia). In tale pubblicazione è chiarito anche il perché una Regione esistente nei fatti non sia mai stata ratificata con provvedimenti di legge ed amministrativi. Durante la Costituente vi fu quindi un tentativo di creare tre diverse regioni:
* Emilia
* Romagna
* Emilia Lunense
Nel luglio del 1946 infatti, la Commissione dei 75, propose l’istituzione delle Regioni ad autonomia ordinaria (Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emiliana Lunense, Emilia e Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzi, Molise, Campania, Puglia, Salento, Lucania, Calabria) (art. 123 del progetto di Costituzione), demandando la decisione sulla definitiva individuazione di queste ultime al Plenum costituente. Il 17 dicembre 1946 ci fu un intervento particolarmente favorevole alla creazione della regione emiliana-lunense espresso anche dall'On. Pietro Bulloni.
Nell’ambito della Seconda Sottocommissione la proposta venne approvata il 18 dicembre 1946, testo definitivo dell’articolo 22:
« «Le Regioni sono: Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli, Liguria, Emilia-Appenninica, Emilia e Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzi, Molise, Campania, Puglia, Salento, Lucania, Calabria, Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta» »
Ma nel febbraio ‘47 la questione venne riaperta dalla “Commissione dei 75” e all’unanimità venne chiesta la sospensione di ogni decisione in merito, riservandosi di riprendere in esame il problema non appena in possesso degli ulteriori necessari elementi di giudizio. Dopo la crisi di governo del maggio 1947, si giunse al compromesso del 29 ottobre con l’ordine del giorno Targetti-Cevolotto-Grieco, che ritenne per il momento di non avere elementi sufficienti per procedere ad una seria determinazione delle circoscrizioni regionali secondo i criteri innovativi che venivano da più parti richiamati. Tuttavia non s’intese precludere «la possibilità di giungere ad un diverso assetto delle circoscrizioni regionali». Micheli, che nel luglio 1946 fu nominato ministro della marina nel governo De Gasperi, fu obbligato ad aderire all’ordine del giorno e all’articolo aggiuntivo dell’on. Costantino Mortati del 4 dicembre 1947, che consentiva entro cinque anni le modificazione delle circoscrizioni regionali. Ma alla fine si decise di mantenere la vecchia regione Emilia-Romagna.
Riassumendo: Il 18 dicembre 1946 nella seduta pomeridiana della seconda Sottocommissione della Commissione per la Costituzione, il Presidente Terracini legge il testo definitivo dell’articolo 22: Le Regioni sono: Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli, Liguria, Emilia-Appenninica (comprensiva di Parma, Piacenza, Reggio, Modena e La Spezia e circondario di Pontremoli) , Emilia e Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzi, Molise, Campania, Puglia, Salento, Lucania, Calabria, Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta ma il Testo coordinato dal Comitato di redazione prima della votazione finale in Assemblea e distribuito ai Deputati il 20 dicembre 1947 recitava: Art. 131. Sono costituite le seguenti Regioni: Piemonte; Valle d’Aosta; Lombardia; Trentino-Alto Adige; Veneto; Friuli-Venezia Giulia; Liguria; Emilia-Romagna; Toscana; Umbria; Marche; Lazio; Abruzzi-Molise; Campania; Puglia; Basilicata; Calabria; Sicilia; Sardegna e la proposta di istituire la regione Emiliana-Lunense venne sospesa ma non più presa in considerazione fino ad oggi.
Per approfondimente sulle discussioni all'Assemblea Costituente relative a Lunezia (Emilia-Lunense) clicca qui
<<<PRECEDENTE SUCCESSIVA>>>

CONOSCERE LA LUNEZIA






3 Febbraio 1947 Manfredo Giuliani (letterato e filosofo pontremolese) scrive all'On. Micheli:
«Spero abbia ricevuto i trenta manifestini di questo Comitato pro Emilia lunigianese e alcune copie della Strà Neva con il resoconto del comizio qui tenuto per la nostra regione, e, in più. copia della lettera di questi comunisti astensionisti per la regione, ma entusiasti per l'aggregazione alla Provincia di Parma. Nel frattempo vi è stata una adunanza straordinaria del Consiglio Comunale nella quale è stato votato alla unanimità, compresi quindi i comunisti, un ordine del giorno in favore della regione Emiliano-Lunigianese. [...] Evidentemente questi comunisti sono alquanto più intelligenti di quelli della Spezia, i quali hanno votato per la grande Emilia, cioè per avere il capoluogo a Bologna e non per Emilia Lunigianese con capoluogo a Parma, perché quest’ultima è voluta dai dirigenti fascisti (sic!).[...] Alla Spezia, in sostanza, puntano sulla grande Emilia per la fìsima di conquistare al loro porto il mercato di Bologna!(...)