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Umile premessa parafilosofica di
PREPOLITICA
Con uno sguardo obbligatorio alle vicende mondiali. E di carattere economico e di filosofia politica. Crac di un sistema impostato sulla speculazione finanziaria , sulle guerre e sulla competizione sfrenata e violenta. Anziché far uso di una gara permeata di diversità: di merce, di strumenti, di culture, d’individui con la propria preziosa unicità
Sistema impostato sul denaro, che assume il sembiante di una deità, che diviene valore assoluto e metro di misura di uomini e cose. Anziché limitarsi alla sua sostanza di semplice strumento, alla stregua di un arco con la sua freccia o della parola coi suoi significati
Guerre. Guerre in ogni angolo della Terra, guerre di potere e strage di popoli, guerre per fame e guerre per denaro.
Approdata agli anni 2000, l’Umanità, dopo percorsi esaltanti (ma anche inesorabilmente violenti) in termini di emancipazione, con tutta probabilità è giunta all’approdo della sosta e della riflessione
Non si vuole qui, ovviamente, ripercorrere i sentieri tortuosi delle conquiste e delle sconfitte del genere umano, si sente solo la necessità di soffermarci su un vocabolo: SISTEMA. Che cos’è un Sistema? Una tecnica colma di ragioni in grado di organizzare la vita nella sua materialità. Mentre, d’altro canto, dobbiamo sostanziare la vita con tutto ciò che è vitale sul pianeta Terra. Non si fa riferimento, dunque e solo all’animale umano. Ma agli animali e all’habitat.
Ma la vita (e ci si scusa per l’ovvietà) si sostanzia solo sulle ragioni e dunque sull’intellettualità del pensiero o la vita mostra anche una sostanza di altro spessore, più complesso da identificare, più sfuggente da sistematizzare?
Si riprenda in mano il termine, la parola, il vocabolo “sistema”. Un Sistema presuppone l’immobilità di un tavolino, regole inflessibili dettate dall’intelletto della ragione, pensiero freddo, dunque, e soprattutto logiche astratte. La vita è calda, invece, dolce, violenta, contraddittoria, sensitiva, memoriale, ragionevole anche, preda del sogno, attratta dalla contemplazione, suasiva e feroce, sull’orlo costante di un’utopia. Come il bene e il male assoluto. La vita è capace d’inventare una molteplicità di lavori, ma è densa anche di sosta, di sensi, di emozioni
Che cosa ha a che vedere tutto ciò col termine Sistema? Tanto più che i sistemi fin qui creati e visti hanno dimostrato le loro plateali sconfitte. Non solo confinando la materialità della vita nei sordidi recessi dell’iniquità e della miseria, ma hanno instaurato anche l’infelicità, lo squilibrio e la paura nell’animale umano, il disorientamento negli animali, le ribellioni cruente della Natura
Dunque il vocabolo SISTEMA dovrebbe avere la cassazione linguistica in ogni grammatica planetaria
Ma non si vogliono qui compiere banali predicozzi né tanto meno inscenare gli altarini ottusi e boriosi della Cultura
La premessa fin qui tracciata può costituire la piattaforma politica di un valoroso lavoro amministrativo, che può essere indossato da ogni Paese del pianeta
E qui veniamo a un altro termine: POLITICA. Che cos’è la politica? Quella osteggiata e quella condivisa, quella fraintesa e quella arruffata, quella di superficie e quella ipocrita.
La politica rappresenta il condensato più luminoso vibrante complesso e lungimirante delle facoltà dell’animale umano. La politica è il lavoro più ALTO che il genere umano ha creato sulle strade della propria emancipazione. Come espansione economica ed emotiva
La politica è un’attività multidisciplinare, che abbisogna non già di profonde competenze sullo scibile umano (per questo esistono i vari tecnici di settore) ma di una visione del mondo, che ne comprenda le defaillancés e ne immagini gli sviluppi possibili. In riferimento, è ovvio, alla complicazione della vita sul pianeta Terra
E siamo dunque davanti a una convinzione profonda: che la POLITICA non può (e non deve) essere indossata come una carriera personale, come una delega in bianco, come immobilismo amministrativo e come mancanza di responsabilità, come malaffare e stupidità, come coercizione violenta e sottomissione priva financo di lacrime, come atteggiamento comportamentale e come valanga di diserzione e di apatia
Chi si sente idoneo alla POLITICA, deve sapere che tale opzione è a termine (la democrazia è sostanziata da una continua alternanza), che il lavoro da svolgere è durissimo, che la premessa etica individuale deve essere ineccepibile, che la passione e la generosità devono contraddistinguere ogni atto amministrativo
Credendo fino in fondo a quanto detto, sarebbe peccaminoso non immaginare su un tale palcoscenico la rappresentazione della commedia della vita. ALTRA e OLTRE
Ci si vuole provare nel Paese Italia, la beffarda forma geografica che affonda il suo piede nel mare dei mari, quel Mediterraneo storicamente noto e violento, amato e frequentato, colmo di memorie edificanti, esemplari, in grado di cantare gli albori di un’umanità curiosa, bisognosa e laboriosa, insieme all’aspetto truce (anche) di tale nominale.
Una forma geografica, l’Italia, che porta sulle sue spalle l’intero Continente europeo, la crème dell’Occidente, la cultura complessa luminosa e disorientante dell’Europa
Ebbene, in Italia si vuole provare a creare un territorio di nome LUNEZIA -VALLE DELLA LUNA, che fondi l’amministrazione della sua politica su quanto affermato. Non solo, affondi le radici della vita materiale e spirituale nella sua memoria storica. Fondamento straordinario la STORIA, non già quella che memorizza le date delle battaglie, le occupazioni, le eliminazioni, gli ampliamenti geografici sulla base di appetiti di parte
La STORIA come dato e connotato personale e collettivo, attraverso gli usi e i costumi di pace, i linguaggi e la laboriosità dei POPOLI, le realizzazioni e le aspirazioni, le parole per comunicare e i cuori palpitanti. La Storia come DNA degli individui e proiezione di avventure destinate al futuro
In altre parole, la STORIA come identità di un Popolo, di una Comunità, di un Individuo
Si è certi che l’argomento e il tema dell’identità debbano sostanziare in maniera assoluta ogni e qualsiasi Amministrazione della Politica, che abbia a cuore il benessere degli individui e sappia assumere la responsabilità di un compito alto e difficile. Le cui parole d’ordine sono condensate in termini come: generosità rigore passione ragioni capillari e duttili
E’ esaltante lavorare a un progetto che mostri della vita (e della sua amministrazione) l’aspetto più luminoso e lungimirante. Immaginare la nascita di un territorio “diverso”, che prenda le mosse dai bisogni materiali di questa vita, sì, ma anche delle sue più profonde pulsazioni, è davvero emozionante
Come sarà emozionante l’iter politico delle varie realtà coinvolte nel progetto LUNEZIA (Piacenza, Parma, Reggio Emilia, La Spezia, Massa Carrara…) che inventeranno l’amministrazione della politica, non già sulla base di un Sistema preconfezionato, ma creando (come un’opera d’arte) una vita identitaria intensa e colma di sviluppi
E già che ci siamo: PICCOLO E’ BELLO. Perché no! Un processo identitario circoscritto ha come fine ultimo le finestre sul mondo. Per comunicare, intrecciare, assorbire reciprocamente. Non già per sostanziare altri e altri Consumi, ma per godere di una vita che ha un suo limite.
IDENTITA’ per evitare un globalismo forfettario e rischioso e instaurare, invece, una comunicazione semplice e complessa, reciprocamente arricchente. Per creare uno scambio mercantile dolce e profittevole
Sarebbe opportuno, a questo punto, muovere una supplica ai POTENTI della Terra, affinché pongano mente e cuore all’intrigo luminoso (ma spesso scadente) della vita. Gente, costoro, che occupano i luoghi del potere e dunque sono insediati in situazioni ideali. Per mostrare il meglio di sé. Come ascolto, servizio, traduzione scrupolosa e generosa, competenza complessa e duttile, onestà intellettuale, lungimiranza amministrativa, passione del cuore
Il nostro essere gente comune fa di noi l’esemplarità della parola. Perciò ribadiamo: i Sistemi non hanno attinenza con la Vita. Dunque la domanda è elementare: che cosa ci serve per vivere e come individui privati e come esseri sociali? I nostri sentieri privati desiderano l’amore, il dialogo, lo scambio dolce, il gioco eccitante, la contraddizione che trova forme di equilibrio e di rispetto, il riposo, la curiosità intellettuale, le capacità singole di lavoro per dare nutrimento al corpo della vita, le labbra aperte sul sorriso, gli occhi spalancati sulla volta del cielo e sulle superfici delle acque, le lacrime, le parole brutali, le assenze, la riconciliazione, il dolore, la cessazione. Perché il nostro essere individui sociali dovrebbe presupporre altro? Non è verosimile, a menoché questo “altro” non presupponga artificio, ingordigia iniquità e violenza. La vita, a cominciare da quella del Pianeta Terra, è una parabola che in un tempo più o meno lontano, avrà fine. Con tutto ciò che vive sul suo suolo. La Politica e la sua amministrazione memorizzino tutto ciò e ne traggano gli stili amministrativi. Non già per creare un mondo perfetto e colmo di bontà (sai che noia!), ma per mettere le ali ai nostri passi sulla Terra
L’Amministrazione della politica ricominci dal piccolo concerto della
PREPOLITICA,
quella antecedente al sistema partitocratrico onnivoro e autoreferenziale. Ripassi la Storia delle Genti, per ricrearne mestieri e stili di vita
Per divenire esemplarità esportabile e intrigante . Per lanciarsi nelle avventure più eccitanti, per scoprire ogni ego occultato e disadorno. Per creare un POPOLO di Donne, di Uomini, di Cittadini. (Nicla Ghironi)
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