PARMA: UBALDI E LUNEZIA. Leggi l'intervista all'ex sindaco della città
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PONTREMOLI: INTERVENTO DELL'On.FERRI DEL 08/07/05. LEGGI>>>> |
ACCORDO GEOSTRATEGICO TRA PARMA E MANTOVA
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ACCORDO GEOSTRATEGICO TRA LA SPEZIA E PARMA
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| LETTERA APERTA DI R.MARCHINI LEGGI>>>> |
VERSO UNA INTEGRAZIONE TRA MASSA-CARRARA E LA SPEZIA
Baudone: "Okay all'allargamento della provincia firmato Fiasella"
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ACCORDO GEOSTRATEGICO TRA PARMA E CREMONA
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ACCORDO CITTA' PADANO TIRRENICHE
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"E' necessario investire nell’accessibilità dei servizi e nella realizzazione di alleanze strategiche con altre realtà locali, creando ad esempio un polo delle città emiliane che superi i limiti geografici e storici della nostra regione"
Pietro Vignali
(Sindaco di Parma)
dichiarazione del 20/12/2008

APRILE 2009 - CIBUS - La storia si ripete. Lunezia? Solo terra di confine!
Con Pastatrend la Regione fa un'autentica rapina, e per di più di un prezioso valore che la storia politico-istituzionale, industriale e commerciale di un intero territorio geografico si era costruita con tanto sudore. Ora tutte le istituzioni locali, politiche e non, protestano sdegnate per questo ennesimo attacco al cuore del lontano ovest emiliano, un attacco all'intero territorio luneziano che interagiva con profitto reciproco con questa realtà espositiva. Ma con la sola protesta non si riesce a porre rimedio nel lungo periodo, forse a breve si potranno trovare palliativi o compensazioni, ma nel tempo le scelte seguono la forza fisiologica. Dopo aver, con indicibili sforzi, convinto l'Europa a collocare qui la sede dell'Authority alimentare, ora la "Capitale" Bologna assesta il primo calcio a tradimento e tanti altri dovremo subire nei mesi e negli anni prossimi. La nostra Associazione propone una campagna di sensibilizzazione per arrivare all'unica vera risposta risolutiva
PDL LEGA NORD PER ISTITUIRE ‘LUNEZIA - REGIONE DEL GUSTO E DELLA CULTURA’
(Bologna, 05/03/2010)- dal sito della regione Emilia-Romagna
http://assemblealegislativa.regione.emilia-romagna.it/al/comunicatistampa/visualizza.asp?id_comunicato=31205
E’ firmato da un consigliere della lega nord un progetto di legge che promuove la costituzione di “Lunezia – Regione del gusto e della cultura”, allo scopo di valorizzare i legami storico-culturali delle località comprese nelle province di Piacenza, Parma e Reggio-Emilia, con le realtà istituzionali, culturali ed economiche delle province di Massa Carrara, Lucca, La Spezia, Cremona e Mantova.
Obiettivi di Lunezia sono: la tutela e la promozione dei prodotti tipici; la promozione e il sostegno a iniziative culturali finalizzate a valorizzare i legami storici tra i territori e alla conservazione e recupero delle tradizioni locali, delle sagre tradizionali e dei dialetti; la conservazione e il recupero dei beni monumentali e ambientali; il sostegno ad attività di promozione turistica. A Lunezia - Regione del gusto e della cultura possono aderire, sulla base di proprie deliberazioni, le Province, i Comuni, le Unioni di Comuni e le Comunità Montane che rientrano nei territori delle province di Piacenza, Parma e Reggio-Emilia. L’adesione è volontaria e determina l’iscrizione del soggetto che la richiede in un apposito elenco, tenuto a cura del Presidente della Giunta regionale. Ogni anno la Giunta regionale promuove un bando, al quale potranno partecipare solo i soggetti iscritti nell’elenco, per il finanziamento di progetti tesi al perseguimento degli obiettivi indicati nella legge. Nel bando saranno privilegiate le iniziative che coinvolgono soggetti di diverse realtà territoriali delle province di Piacenza, Parma, Reggio-Emilia, Cremona, Mantova, Massa Carrara, La Spezia e Lucca.
Infine, per promuovere turisticamente sia in Italia che all’estero le località aderenti a Lunezia, il testo di legge prevede che le Apt interessate e l’Agenzia regionale di promozione turistica possano inserire nei propri programmi progetti promozionali, realizzati congiuntamente alle altre realtà di promozione turistica presenti nelle province di Cremona, Mantova, Massa Carrara, Lucca e la Spezia e nelle Regioni Lombardia, Toscana e Liguria. Alla realizzazione di tali progetti potrà concorrere anche la Regione Emilia-Romagna con contributi fino al 50% della spesa preventivata.
a cura di: Ufficio Stampa dell'Assemblea Legislativa
Scarica il bollettino ufficiale contenente il progetto di legge
alle nostre legittime esigenze, senza sottomissioni a ricatti o a retrogradi piani territoriali vessatori. E la risposta è una nuova regione Lunezia. Infatti, solo il riscatto autonomistico dei territori comunali e provinciali che costituiscono Lunezia può garantire la possibilità, quantomeno, di esaltare le nostre specifiche valenze economiche, ambientali, culturali, paesaggistiche, ecc. Ci auguriamo che le forze economiche del territorio possono darci un riscontro positivo. La nostra Associazione è pronta a verificare ed appoggiare le loro reali intenzioni.
LA SINERGIA LUNEZIANA
tratto dal quotidiano POLISQUOTIDIANO (di Giampaolo Lavagetto) pubblicato il 16/02/2010
Sul fronte delle sinergie territoriali, la competitività economica di un territorio si basa sempre più sulla sua capacità delle amministrazioni locali nel saper mantenere e attrarre nuove produzioni di ricchezza grazie alla presenza di funzioni di eccellenza, economicamente sostenibili e velocemente raggiungibili; tali condizioni presuppongono la presenza di una adeguata massa critica di popolazione utilizzatrice, una maggiore capacità del contenimento dei costi ed una progettualità di sviluppo sovra provinciale che interessi una macroarea territoriale suffcientemente adeguata; Per la presenza di peculiari caratteristiche, sarebbe possibile avviare questo processo di convergenza, partendo dalle Province dell'Emilia Occidentale, per poi estendersi a Nord verso Cremona e a Sud fino a La Spezia, costituendo un'aggregazione convenzionale tra Province, a cui delegare ad esempio un piano territoriale di coordinamento unitario, la programma ambientale, con un piano unitario per lo smaltimento dei rifiuti e la gestione delle acque/Ato unica, la programmazione e gestione unitaria del mercato del lavoro e della formazione professionale, la programmazione e gestione delle politiche agricole ed infine la programmazione e realizzazione del sistema infrastrutturale di accessibilità. Questo processo di integrazione dei diversi territori, dovrebbe poi prevedere la fusione di talune società, quali quelle della mobilità e trasporto, dei sistemi informatici e telematici, della promozione e della logistica specializzata e della ricerca e innovazione; inoltre la messa a valor comune di servizi ed infrastrutture già decise ed operanti, quali, ad esempio, il sistema fieristico, quello del collocamento e del mercato del lavoro, la stazione Tav di Reggio Emilia, l'aeroporto di Parma, il porto di La Spezia per i quali si tratterà di garantire la miglior accessibilità da ogni parte del territorio. E' certamente questa una strada rivoluzionaria e difficile da intraprendere per il mondo politico, ma la situazione richiede scelte coraggiose e radicali."
RIPENSARE L'INTERO SISTEMA REGIONALE
Il presidente dell'Autorità Portuale della Spezia Lorenzo Focieri esprime la propria opinione
"A mio giudizio sarebbe da ripensare anche l’intero sistema regionale così come si è determinato, ma questa non mi sembra certo una strada praticabile ora. Quello che invece ritengo percorribile è una riorganizzazione con possibili accorpamenti di comuni e provincie, non imposti, ma che spontaneamente si sviluppino nel territorio, anche prevedendo appositi incentivi. E’ in questo quadro che vedo e ritengo degno di essere sostenuta, l’ unificazione delle due provincie della Spezia e di Massa-Carrara".
"Si andrebbe a realizzare una provincia di dimensioni adeguate - spiega Forcieri - ricostituendo così la Lunigiana storica, quell’antica regione che ha storia, tradizioni, cultura comuni. Non quindi un assorbimento di una provincia da parte di un’altra, ma una unificazione paritetica e volontaria. Si porrebbe a questo punto il problema della regione in cui la nuova provincia della Lunigiana andrebbe a collocarsi, problema risolvibile coinvolgendo direttamente le popolazioni interessate. E’ attraverso un referendum, infatti, che i cittadini potrebbero esprimere il loro assenso al progetto di riunificazione e contestualmente indicare in quale regione collocare la nuova provincia tra le tre regioni Liguria, Toscana, Emilia-Romagna, in cui la Lunigiana è attualmente divisa. Si tratterebbe di un ottimo esempio di riforma, partecipazione e federalismo".
Lorenzo Forcieri
MARINO FIASELLA: SI A LUNEZIA!
La Spezia (01/06/2010). Il presidente della provincia della Spezia Marino Fiasella ha scritto una lettera aperta al collega della Provincia di Massa-Carrara e ai Sindaci dei Comuni della Lunigiana in merito al tema del momento, riguardante accorpamenti e cancellazioni delle provincie con popolazione inferiore ai 220mila abitanti e propone la nascita di una nuova regione, la Regione Lunezia . Qui sotto la lettera di Fiasella:
Caro Presidente, Signori Sindaci
in questi giorni il nostro territorio è balzato agli onori della cronaca per il progetto del Governo, prima annunciato, poi smentito, infine rinviato, di procedere alla soppressione con accorpamento, su base regionale, delle Province con popolazione inferiore a 220.000 abitanti, salvo alcune peraltro incomprensibili esclusioni.
Probabilmente il tema sarà affrontato in sede di approvazione parlamentare della "Carta delle Autonomie" proposta dal Ministro Calderoli.
Pur non avendo l'argomento i caratteri dell'immediatezza, ritengo utile svolgere con voi una riflessione non tanto e non solo sul futuro delle Province di Massa-Carrara e della Spezia in quanto Enti
Se dunque avranno un futuro solo gli Enti di area vasta al di sopra di una certa dimensione (basta che la ghigliottina venga posta ad una soglia lievemente più alta e la sorte della Spezia sarebbe uguale a quella di Massa Carrara), forse si presenta l'occasione - o la necessità - di non farci dettare da altri il nostro futuro, ma di poter concorrere a determinarlo. Questo anche in considerazione del fatto che la bozza di decreto prevede che siano proprio i Comuni a dover scegliere in quale Provincia dover confluire, ferma restando l’integrità del territorio del Comune.
L’ordinamento vigente consente, previo referendum tra i cittadini, ad un Comune di confluire in una Regione diversa da quella di appartenenza, così come accaduto recentemente per il Comune di Cortina d’Ampezzo.
E se la soglia demografica minima per avere un rilievo istituzionale fosse posta dal legislatore a valori più alti rispetto a quelli fin qui ipotizzati, non è visionario constatare come questo spazio che ho definito apuo-lunense abbia una connessione con il territorio parmense e con Piacenza, e che la somma di province tutte di confine per le proprie regioni possa forse costituire essa stessa una nuova Regione. Possiamo seguire gli eventi e subire le decisioni romane, oppure possiamo agire o almeno prepararci ad agire in modo coordinato.
E’ per questo, caro Presidente Angeli e Signori Sindaci, che vi propongo di incontrarci un giorno del mese corrente per discutere insieme, suggerendo quale luogo d'incontro proprio Luni, la città dalla quale traiamo l’etimo che definisce questo territorio.
Confidando in un riscontro positivo e interessato da parte di voi tutti, porgo i miei più cordiali saluti
Il Presidente
Arch. Marino Fiasella
territoriali, ma su come l'articolazione di area vasta possa mutare per rispondere ad una esigenza economica, sociale ed anche di rispetto della storia, se si vuole davvero modellare l'assetto istituzionale in base alla vocazione dei territori e non viceversa.
Mi riferisco, ovviamente, alla prospettiva di quella provincia apuo-lunense, nel tempo definita anche "Lunezia", che esiste nella storia e nella quotidiana rete di relazioni che legano molto più i nostri territori tra loro di quanto gli stessi non lo siano con quelli confinanti delle rispettive regioni.
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LUIGI VILLANI (PDL): PROSPETTIVA LUNEZIA
Riferendosi alla proposta di legge tendente a separare la Romagna dall'Emilia
«Si tratta di un tema che viene posto da molto tempo: storia e cultura sono molto diverse tra l'Emilia e la Romagna. Questo tipo di percorso è consentito dalle legge, ma deve essere soprattutto sentito dalle popolazioni. Io ritengo che se la cosa nascesse da una forte volontà popolare dovrebbe essere favorita: sono quindi favorevole alla proposta, ma in quest'ottica. E a quel punto anche per Parma si aprirebbero prospettive diverse: e naturalmente sto parlando del capitolo della Lunezia, una nuova regione di cui molti parlano, ma rispetto alla quale nessuno ha compiuto passi concreti».
CLAUDIO BIGLIARDI (PARMA CIVICA):
"CI TRATTANO COME LA CINA FA CON IL TIBET"
(dichiarazioni alla stampa luglio 2010)
Se qualche irriducibile avesse avuto bisogno dell’ennesima riprova di quanto la Regione tenga alla nostra città, le dichiarazioni dell’assessore Muzzarelli sull'aeroporto avranno tolto ogni dubbio.
Muzzarelli definisce il nostro un “non-aeroporto” e spiega le strategie regionali che escludono Parma, unica città italiana ad essere sede di autorità europea, dal sistema aeroportuale regionale a vantaggio di Bologna, Rimini e addirittura Forlì.
Non a caso queste considerazioni sono state fatte a margine di un convegno su Shangai: per la Regione Parma è un po’ come il Tibet per la Cina: un corpo estraneo da colonizzare.
Nulla di nuovo per un territorio come il nostro abituato a farsi da solo anche gli ospedali, che in tutta Italia sono invece realizzati dalle Regioni.
Sarebbe utile capire che ne pensa il solitamente loquace segretario Pd Garbi che è anche consigliere regionale della maggioranza che sostiene Muzzarelli.
Parma ha dimostrato di essere una realtà in forte sviluppo e avrebbe tutto il diritto di essere considerata e coinvolta nelle strategie regionali per quanto riguarda non solo l’aeroporto, ma anche le Fiere e tutti i fattori di crescita, invece di esserne sistematicamente esclusa penalizzando territorio e cittadini.
Claudio Bigliardi
Presdente di Parma Civica