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LA NASCITA DEL PROGETTO
Già durante il trattato di Fontainebleau del 1814 gli statisti dell'epoca furono concordi sulla necessità di unire i territori di Parma e Piacenza con la Val di Magra e La Spezia, considerata il naturale sbocco al mare degli stati parmensi. Nel 1808 infatti, sotto Napoleone, la città di La Spezia fu eletta al rango di Distretto e dichiarata Porto Militare dando inizio da quel momento allo sviluppo vero e proprio della città dopo secoli di relativo torpore. A questo progetto pero' si oppose il veto del Talleyrand il quale temeva che la vicinanza della Spezia all'Isola d'Elba, luogo di detenzione di Napoleone Bonaparte, avrebbe favorito un eventuale tentativo della moglie, Maria Luigia duchessa di Parma Piacenza e Guastalla, per liberare il marito. Con il Congresso di Vienna del 1815, che riprese i termini di pace già stipulati con il precedente trattato, l'alta val di Magra, comprensiva del circondario di Pontremoli e di Bagnone, con tre comuni della val di Taro, passò sotto il dominio degli stati parmensi con la denominazione di Lunigiana parmense, mentre la media valle e le città di Carrara e Massa formarono una nuova provincia del Ducato di Modena e Reggio. Al ramo dei Borbone Parma, ai quali spettava legittimamente il ducato di Parma e Piacenza, venne affidato il piccolo ducato di Lucca con una clausola la quale precisava che, alla morte di Carlo Ludovico di Borbone, il ducato sarebbe stato assegnato al Granducato di Toscana. La nuova duchessa di Parma realizzerà in seguito la strada Parma-La Spezia, asse strategico di collegamento fra i porti dell'alto Tirreno e l'entroterra padano e più generalmente tra nord e sud d'Italia.
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CONOSCERE LA LUNEZIA

LO SAPEVATE CHE........
La presenza delle famiglie genovesi a La Spezia si fa evidente nel secolo XIII, quando Nicolo' Fieschi dei conti di Lavagna e Torriglia, parente del Papa Innocenzo IV, si fece cedere dal vescovo-conte di Luni molte terre della Riviera di Levante.
Come centro del nascente stato feudale scelse l'allora piccolo borgo della Spezia che fu per questo cinto da mura e da un castello. Questo piccolo stato era malvisto dal comune di Genova perchè ne ostacolava l'espansione verso levante (ti pareva).
E infatti Oberto Doria nel 1273 ne espugnò e distrusse la rocca: i Fieschi furono costretti a lasciare La Spezia e i suoi territori al comune di Genova per 25.000 lire. Da allora La Spezia rimase sotto il dominio genovese che nei confronti dello spezzino bloccò ogni iniziativa commerciale, con l'obiettivo di salvaguardare gli scambi nel porto genovese. La Spezia traeva così la maggior parte dei suoi introiti dalla tassa sul sale, prodotto nelle locali saline.

""Genova fu sempre matrigna per il territorio che controllava, e Spezia non sfuggì alle regola. La Serenissima, derivando il potere dal mare, non poteva consentire che altri in Liguria da lì traesse guadagno. Negò così alla Spezia il porto franco, rifiutando anche di accordare qualsiasi altra forma di approdo organizzato che avrebbe fornito qualche boccata d’ossigeno all’asmatica economia locale. Alla Spezia concesse soltanto la raccolta del sale marino, troppo importante e prezioso perché vi calasse sopra l’autolesionismo del monopolio incapace di soddisfare le esigenze di mercato". Tratto da http://documenti.spezianet.it/ricordi/b_societa.doc.