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La giovane montagna.
E' una storica rivista fondata e diretta da Giuseppe Micheli, prestigioso esponente del movimento cattolico e dal 1922 deputato del Partito popolare del quale, dal 1920, la rivista si dichiara Organo provinciale. Adottando il formato quotidiano che la distinguerà nel corso del tempo, nasce il 3 marzo del 1900 come settimanale “Organo delle vallate parmensi e pontremolesi”; nel 1923 diviene bisettimanale e dal 1925 ancora settimanale. Dal 1926 fino al 1930 diviene “Mensile di studi ed interessi montanari” ed avvia la pubblicazione di una serie di collane costituite in parte da monografie autonome, in parte da articoli apparsi sul periodico o altre riviste e ripresi organicamente: “Biblioteca” (1905-1944), “Quaderni” (1937-1944), “Studi e documenti monticellesi”, “Le pievi dell’Appennino ligure-emiliano”, “Studi e testi dialettali” etc., approfondiscono gli importanti contributi che la rivista offre allo studio del folklore, economia, cultura, religiosità, arte, lingua delle aree montane. Nella collana di poesia dialettale “Tra zufoli e zampogne” apparvero “Bornisi” di Renzo Pezzani e “Al suel” di Marco Vinciguerra. La testata sospende le pubblicazioni nel 1931 e le riprende nel 1937, proseguendo con regolarità fino al febbraio 1944; nell’agosto di quell’anno e fino al gennaio 1945 viene ripresa a Roma sempre sotto la direzione del Micheli, che rientrato dall’esilio romano pubblica ancora a Parma, a Liberazione avvenuta, i due numeri del settembre e dell’ottobre/dicembre 1945. L’ultima edizione è costituita da un numero unico del dicembre 1946, nel quale si propone all’Assemblea costituente l’istituzione della Regione emiliano-lunense. La linea politica del periodico fu segnata dalle posizioni del suo direttore: sostenne uomini di spicco dell’area cattolica, abbracciò posizioni antifasciste, s’impegnò alla formazione delle sezioni del partito popolare ed a frenare la diffusione del socialismo. Si fece portavoce della cultura e dei problemi dell’Appennino, propugnando una serie di iniziative volte a combattere lo spiccato individualismo dei suoi abitanti ed appoggiandosi in questo all’opera coordinatrice dei parroci: la fondazione di casse rurali, latterie sociali ed associazioni dei piccoli proprietari furono alcune di esse. Il giornale si mostrò inoltre sensibile e pronto al dibattito sui grandi temi nazionali, dalla politica alla sociologia, dalla storia alla letteratura.
Durante le giornate dell’agosto 1922 ha la propria redazione in Borgo delle Saline 2 da cui, dopo il 20 luglio, posticipa la propria uscita al 17 agosto.