
Intervento dell'On. Conti.
...Ritengo si tratti di una delle migliori attuazioni. Questa bipartizione dell’Emilia, cioè l’unione nella parte occidentale alla regione lunense e nella parte orientale alla Romagna risponde alle tradizioni, in primo luogo, ed in secondo luogo alle necessità e all’economia delle popolazioni interessate. Per la Regione emiliana-romagnola ricordo le tradizioni storiche le quali dicono che la Romagna è sempre stata con Bologna e con Ferrara: nello Stato pontificio, infatti, essa era unita con queste due città, ed era una Regione più vasta di quella odierna. E gli interessi sono tutti collegati: Bologna, Imola, Faenza, Forlì, Cesena, Rimini, sono tutte città le quali convivono, mentre non hanno nulla a che fare con Parma e Piacenza, e in genere, con quella parte della Regione emiliana. La Regione emiliana occidentale è poi nelle identiche condizioni e sente gravitare tutti i propri interessi verso La Spezia; e gli spezzini sanno di, avere interessi comuni con la Provincia di Parma e in genere con quella parte settentrionale della Regione. Non vedo i motivi per cui si debbano contrastare interessi locali, di ripresa di commerci, di industrie, di trasporti, di comunicazioni, e perciò ritengo che anche la dichiarazione della possibilità di due Regioni: l’emiliana-romagnola e l’emiliana-lunense sia perfettamente legittimata.
(On. Conti)