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AL CENTRO DI UN SISTEMA EUROPEO
REGIONE PONTE TRA NORD E SUD
Il territorio emiliano-lunense si trova al centro di una vasta rete infrastutturale, ponte tra il nord dell'Europa i porti liguri e l'Alto Tirreno e incrocio tra vie di comunicazione che attraversano l'Italia occidentale da est a ovest e da nord a sud. Queste caratteristiche, rappresentano per i futori della creazione della nuova regione, degli elementi chiave aggiuntivi per richiedere la realizzazione di un'unica entità regionale di coordinamento e valorizzazione. L'autostrada A15, raffigura l'elemento di congiunzione stradale più importante tra i differenti capoluoghi corrispondenti all'attuale progetto. Essa prende origine dall'autostrada A1 nei pressi di Parma e a seguito dei recenti finanziamenti destinati alle grandi opere vedrà, in un prossimo futuro, prolungare il proprio percorso verso Nord, per innestarsi direttamente nell'Autostrada A22 (la Autobrennero) a nord di Mantova e nei pressi di Verona. La nuova "bretella" autostradale corrisponde ad un tratto di 85 km che ridurrà di 62 km la distanza tra il mar Tirreno e il Brennero. Anche l'attuale potenziamento della ferrovia Pontremolese (il cosiddetto corridoio Tirreno-Brennero), nato sulla base dell’accordo di programma del 2004 e voluto dalla Legge obiettivo tra il Governo, le Regioni Emilia – Romagna, Toscana, Liguria, le Province di Parma, Massa Carrara e La Spezia, i Comuni di Parma, Massa, Carrara e La Spezia, rappresenta un importante e strategica alternativa su ferro di questo importante collegamento. Il raddoppio della linea Pontremolese, previsto dalla Legge n° 17/81, ha infatti lo scopo di potenziare prevalentemente il traffico merci di collegamento tra la pianura Padana e l’Europa Centrale.
LA STRADA DELLA CISA
Alcune associazioni si occupano di approfondire e sviluppare il tema delle arterie commerciali che, come quelle denominate ad esempio le vie del sale, hanno da sempre unito economicamente i territori del Levante ligure e la pianura emiliana. Spesso vengono organizzate manifestazioni, convegni di studio o progetti di restauro, come quello attuale per la strada della Cisa che in breve tempo ha raccolto 3.910 firme nella petizione popolare proposta nei territori interessati. Per valorizzare il turismo di tipo escursionistico molti comuni delle province di Piacenza, Parma, La Spezia, Massa Carrara e Lucca collaborano insieme alle autorità provinciali e col patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività culturali organizzano e propongono percorsi naturalistici e artistici, a metà tra il trekking e il pellegrinaggio, lungo l’antico tracciato della Via Francigena con itinerari che dalla Pianura Padana portano alla Lucchesia, attraverso l’Appennino Tosco-Emiliano lambendo il Mar Tirreno.
IL PROGETTO SHUTTLE È un'alleanza logistica sottoscritta fra Parma e La Spezia nel dicembre 2006 alla presenza del ministro dei trasporti Alessandro Bianchi, con un progetto di collegamento ferroviario per le merci tra i due poli logistici di Parma e della Spezia, sancito da un accordo fra le relative Province, il Cepim e l'Autorità portuale. L'accordo si prefigge di portare dall'attuale 30% al 50% il traffico merci via ferrovia del porto della Spezia e dell’Interporto di Parma, alleggerendo nel contempo il trasporto su gomma l’autostrada della Cisa e le aree urbane delle due città, migliorando la competitività dei sistemi produttivi dei territori di riferimento e del Centro nord, nel rispetto delle compatibilità ambientali e a costi di investimento contenuti. Si prevede la realizzazione di 3 terminal ferroviari con caratteristiche simili, nel porto della Spezia, a S. Stefano Magra e nell'Interporto di Parma, integrati ed interconnessi fra loro mediante treni shuttle da 36-52 TEU (container) e peso di 1.200/1.600ton.
PORTI - AEROPORTI - INTERPORTI
in costruzione
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| INTERPORTI |
PORTI FLUVIALI |
IL MOTORE EMILIANO OCCIDENTALE
L’area compresa tra Piacenza e Modena rappresenta uno dei sistemi economici più sviluppati e dinamici d’Italia e d’Europa; l’elevata attrattività produttiva e commerciale dell’area dell’Emilia Occidentale richiede sempre maggior concertazione su scala adeguata, per una gestione coordinata del territorio, delle previsioni insediative, delle attività produttive, del sistema infrastrutturale e della sua compatibilità ambientale. La possibilità di avviare o incentivare collaborazioni forti a partire dagli altri territori dell’Emilia Romagna e dalle Regioni limitrofe, sarà maggiore se potrà contare su alleanze tra Province contigue ed omogenee nel campo dell’economia, dei servizi, del paesaggio. Dal punto di vista infrastrutturale i territori delle quattro Province necessitano tra l’altro di interventi di alleggerimento del traffico su gomma e di potenziamento dell’uso dei mezzi su rotaia.(fonte. Provincia di Piacenza) |
Giuseppe Ricciardi- Presidente della Provincia della Spezia - Dichiarazione in occasione dell'accordo SHUTTLE
Grazie a questa iniziativa, ci attrezziamo sulla parte terrestre per ridurre i tempi di trasporto delle merci e per creare un polo di attrazione nel Mediterraneo. Si tratta di un intervento concreto e utile perché potenzia da subito il traffico su una linea già esistente
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Cirillo Orlandi Presidente Autorità portuale della Spezia - Dichiarazione in occasione dell'accordo SHUTTLE
L’iniziativa di oggi ripristina e valorizza il sodalizi antichi: l’alleanza, cioè, tra l’infrastruttura sul mare, ovvero la porta per l’internazionalizzazione e i territori delle attività economiche e produttive. Spezia e Parma hanno in questo un valore emblematico e di grande concretezza. Abbiamo messo in linea l’asse infrastrutturale più importante del nostro Paese. La nostra non è un’alleanza fra giovani realtà che cercano affermazione, quella che firmiamo oggi è un’alleanza fra numeri uno, con realtà radicate in territori industrialmente significativi. Abbiamo inaugurato la novità del sodalizio fra zone legate da interessi comuni, al di là dei confini geografic
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Vincenzo Bernazzoli - Presidente della Provincia di Parma - Dichiarazione in occasione dell'accordo SHUTTLE
Rafforzare il trasporto merci tra il porto della Spezia e l’interporto di Parma significa favorire i sistemi produttivi dei territori, ma anche contribuire concretamente alla competitività del intero sistema Paese |
"Oltre la strada del Sempione che a traverso gli altissimi monti conduceva nella Svizzera e più oltre in Francia, i reggitori milanesi, d'accordo con quelli che sedevano per l'imperatore in Torino, deliberarono una magnifica via che per il monte Ginevra mettesse alle province più meridionali della Francia, un'altra ne disegnavano, la quale da Nizza lungo la riviera bellissima del Ponente giungesse a Genova, e di là per la Toscana e Firenze conducesse a Roma. Altre strade dovevano, a maggior comodo dei viaggiatori e dei moltiplicati negozii...unendo Parma al golfo della Spezia, farebbe comunicare col mare i dipartimenti dell'Italia centrale incorporati alla Francia, e le città più commercianti del regno."
Tratto da:Storia d'Italia continuata da quella del Botta dall'anno 1814 al 1834 parte prima 1814-22 AUTORE: Martini, Giuseppe
Lunigiana [...] la chiave dello sviluppo è rappresentata dalla capacità, sinergica, del comprensorio di agganciarsi alla regione economica basso-padana attraverso la serratura di Parma, sfruttando le
potenzialità di regionalizzazione della metropoli apuo-spezzina offerte dal sistema portuale e dei trasporti (5).
La Spezia: nel caso spezzino esiste un territorio che soltanto parzialmente coincide con i confini amministrativi della provincia. Infatti la posizione geografica della città – lungo un’arteria di importanza nazionale quale l’Aurelia, alla confluenza di alcune direttrici economiche interregionali rappresentate dalle
vallate della Magra e del Vara, al limite di una zona altamente industrializzata qual è quella della pianura di Massa-Carrara e in un punto di elevatissimo interesse turistico, all’interno di uno dei più sicuri porti naturali della Penisola – determina attorno alla Spezia la gravitazione di carattere sociale ed economico di un territorio assai vasto. Mentre i legami della città con la sua regione, la Liguria, sono praticamente limitati agli allacciamenti stradali e ferroviari, e ad una analogia di organizzazione economica con gli altri centri liguri (Genova e Savona), il baricentro della zona d’influenza della Spezia tende a spostarsi verso levante e verso mezzogiorno. È una realtà incontrovertibile (6). Appare chiara l’importanza dei nostri rapporti con la vicina provincia di Massa-Carrara e il poter contare su concrete prospettive di sviluppo soltanto orientandosi verso il naturale retroterra, verso la naturale zona di influenza del porto mercantile, verso quell’area extra-lunigianese rappresentata dalle province emiliane, lombarde e venete, che costituiscono le basi territoriali naturali delle nostre linee di penetrazione ultraregionali. Le direttrici naturali del golfo conducono, attraverso la Lunigiana, alla media valle del Po e di qui (per la via più breve fra quanto dalla natura segnato) al bacino del Po, a Verona, al termine alpino del Brennero, sino a spingersi nel cuore stesso dell’Europa (7).
Parma, Massa-Carrara e La Spezia sono tre province appartenenti a tre regioni diverse. Ognuna di queste è geograficamente marginale ed è indubbio il rischio di una definitiva emarginazione nei confronti delle aree forti delle rispettive regioni. Per evitare tutto questo e realizzare condizioni di equilibrato sviluppo su tutto il territorio si deve tendere a stimolare lo sviluppo dei rapporti con le regioni contigue. Fondamentale è la convergenza in materia di trasporti, in quanto centrale per lo sviluppo economico e sociale interregionale: Pontremolese e Ti-Bre giocano, in questo senso, un ruolo altamente strategico (8).
Tratto da: tesionline.com "L'estensione urbana verso il mare: una nuova strategia per lo sviluppo turistico e commerciale della città della Spezia"
(5) G. GIORGETTI, Il senso (ritrovato) della ricerca, in Istituto Ligure di Ricerche Economiche e Sociali, Il bacino socio-economico della Lunigiana, La Spezia, C.di Risparmio della Spezia, 1985
(6) LANDI, La provincia dimezzata, Sarzana, Lunaria, 1991, pp. 84-85
(7) Ibidem, pp. 86-89
(8) Ibidem, p. 93

IL TRAFORO DEL MONTE TAMBURA
A seguito dell' intervento della Associazione Lunezia al dibattito in Marina di Massa organizzato dal sindaco di Vagli nel marzo 2009 (500 i presenti) l'Associazione onlus Regione Lunezia esprime completo appoggio alle iniziative del Comune di Vagli e limitrofi. Si parla da gran tempo di collegare il litorale Massese con Modena ma innanzituitto con il comune di Vagli (antica Via Vandelli del ducato d'Este). E' un problema che risale al 1750 circa.
Con i moderni strumenti delle tecnica sarebbe sufficiente un traforo di circa 4,5 Km sotto il monte Tambura, si avrebbe così finalmente un brevissimo collegamento (15 minuti anzichè 2h,30) tra Garfagnana e costa apuana.
Ma... da sempre alcune fazioni politiche si oppongono. Probabilmente un ridicolo retaggio del Congresso di Vienna che temeva Napoleone o, più probabilmente, un ulteriore ostacolo alla Lunezia come quello posto da Togliatti nel 46.
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