CONOSCERE LA LUNEZIA
Valter Bay
Presidente
Rodolfo Marchini
Vice-Presidente
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"Tra le altre voglio indicare due azioni strategiche.
La prima è la creazione di ciò che possiamo definire una “geocomunità” allargata, un’alleanza strategica con le città a noi più vicine come La Spezia, Massa, Mantova, Cremona, Verona, Piacenza e Reggio." Pietro Vignali (Sindaco di Parma) luglio 2008
"Se mi invitano a un tavolo sulla Lunezia io corro subito"
(Marino Fiasella, presidente della Provincia della Spezia - dichiarazioni alla stampa del luglio 2007)
CITAZIONI FAMOSE (....tra le tante!)
"Essendo un estimatore di Giuseppe Micheli (parlamentare che per primo lancio' l'idea di Lunezia in sede costituzionale), personalmente la mia storia politica mi porta a credere nell'idea di questa sua grande intuizione" (Pierluigi Ferrari - Vicepresidente provincia di Parma-dichiarazione alla stampa del 2004)
Mi sembra un' idea interessante, tant' è vero che qui a
Parma abbiamo già cercato di metterla in pratica. E' nato proprio in queste settimane un consorzio politecnico per l' industria agro-alimentare che riflette esattamente le esigenze del bacino produttivo di Lunezia
Albino Ivardi Ganapini, oggi presidente dell’ALMA (dichiarazioni alla stampa del 1989 quando era responsabile dell' ufficio di presidenza della Barilla)
"La nuova aggregazione, oltre a rispondere ad esigenze di
funzionalità, razionalità di strategia in relazione ai collegamenti viari e quindi
commerciali a carattere nazionale ed europeo, testimonierebbe pure i grandi
legami storico-culturali che da sempre hanno legato l'Emilia e la Lunigiana.
Non a caso la prima riunione del comitato
promotore per la Regione Emiliano-Lunense è stata effettuata al Passo del Lagastrello proprio sull'antica "Strada del sale" che costituiva, un tempo,
un'arteria importantissima per i commerci e gli scambi culturali tra Liguria,
Toscana ed Emilia”.
dichiarazione del 1988 di Alberto Grassi (magistrato e presidente del Centro studi delle Quattro Valli)
Non è un progetto facile da realizzare ma è indubbiamente una prospettiva interessante che in passato era stata proposta da eminenti personalità politiche e studiosi. Avevano intravisto in questa nuova regione una risorsa non solo per la Lunigiana storica ma per tutti gli altri territori provinciali coinvolti in questa aggregazione amministrativa.
(On.Sandro Bondi parlamentare di Forza Italia e oggi Ministro dei Beni e delle Attività Culturali . Dichiarazione del novembre 2002 )

INTERVISTA SEMISERIA A DARIO VERGASSOLA attore comico teatrale - Lunezia scopre un estimatore inatteso attraverso questa simpatica intervista tratta dal numero di settembre 2008 del mensile Tuacittà e realizzata da Fabrizio Marcheselli.
Vivi da sempre a La Spezia, il mare di Parma. E i parmigiani come li vedi?
Bene. Io sono per la Lunezia e non avrei dubbi a unire Parma e La Spezia. Per noi, poi, Parma rimane quel riferimento famoso dove tutti vanno a studiare
perché c’è un sacco di gnocca. Che per me è come i monumenti: vengo a visitarla, la guardo e torno via. L’unica cosa che ho contro di voi è che se vado nel Parmense a cercare i funghi ci vuole il tesserino, mentre voi venite a pescare qui, tipo a Portovenere, e fate come cavolo vi pare”.
Ci separa solo la Cisa. Anni fa avevi confessato di aver abbandonato tua suocera lì?
Sì, ma lei, accoppiandosi con mufloni e cinghiali di Borgotaro, si è trovata bene per la prosecuzione della razza. è come highlander: ho provato a cremarla e sniffarla, ma non è successo niente! In realtà io ho uno strano legame con le vostre montagne, perché mio nonno da parte di mia mamma, che si chiamava Bruni e vendeva stoffe da ambulante, era di Bedonia”.
Quali sono i ricordi migliori e peggiori che ti legano a Parma?
“Ricordo con piacere i primi spettacoli di cabaret al Dadaumpa a metà anni ’90. E con dispiacere un viaggio in treno faticoso come andare a Machu Picchu!
Non so perché in tutti questi anni non abbiano fatto un bel traforone per arrivare al mare direttamente
da Parma. O almeno da Reggio”.
Leggi il resto dell'intervista su tuacitta.it |



Rodolfo Marchini, vicepresidente Ass. "Regione Lunezia", co-coordinatore provinciale di Forza Italia di Parma, consigliere comunale di Borgotaro.
Rodolfo Marchini, cosa pensare rispetto al progetto di geocomunità tra Pr,Vr,Sp.Mn e CR, avanzato dal Sindaco di Parma in una delle sue recenti dichiarazioni.
La geocomunità, proposta dal Sindaco di Parma, favorisce il percorso avviato dalla nostra Associazione....
continua
LEGGI IL RESTO DELL'INTERVISTA QUI
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E' ARRIVATO IL MOMENTO DEL RISORGIMENTO EMILIANO-LUNENSE ? NASCOSTA SOTTO UNA MONTAGNA DI LEGGI E DECRETI ABOLITI TORNA PREPOTENTEMENTE D'ATTUALITA' LUNEZIA...QUINDI DAL 16 DICEMBRE L'INTERA PROVINCIA DI MASSA E CARRARA POTREBBE TORNARE IN EMILIA? UNA SEMPLICE TESI PROVOCATORIA OPPURE SI RIPARTE?
Il 23 di ott. A Berceto, nella Sala consiliare del Comune si è riunito il Gruppo di studio dell’Associazione “Regione Lunezia”, per discutere le tavole di lavoro precedentemente preparate e che andranno a sostanziare il territorio luneziano . Le tavole di lavoro sono state compilate dal Presidente dell’Associazione Valter Bay, , da Rodolfo Marchini, Vicepresidente dell’Associazione, da Spartaco Bagnone, da Flavio Franceschi, architetto (che sta curando la nascita di una rivista che si occuperà dell’habitat e dell’edilizia luneziani), da Nicla Ghironi, scrittrice. Le tavole di lavoro, attinenti ai temi dell’istruzione, del lavoro, dello sviluppo economico e culturale, della storia memoriale e delle affinità geografiche, andranno a comporre un giornale on line dell’Associazione “Regione Lunezia”, per la quale si è ribadito il concetto di regione nuova, nella sua accezione di cultura politica e amministrativa e non già di 21ma regione italiana... (continua qui)






L'Italia repubblicana doveva avere una regione in più, ma fu sospesa. Ritorna la questione Lunezia: un territorio tra Liguria, Toscana, Emilia Romagna e Lombardia di cui viene rivendicata l'autonomia. Una zona che da periferia vuole essere un nuovo nodo geopolitico sulla linea infrastrutturale Tirreno/Brennero.
Lunezia è la regione Emilia Lunense (non Emilia Romagna) che fu istituita nel 1946 e poi “sospesa” e quindi rimasta incompiuta. Allora i padri costituenti vollero ricalcare la suddivisione savoiarda istituendo ventuno Regioni con peculiari qualità amministrative. Tra di esse anche la regione Emilia Lunense e la regione Emilia Romagna (la “questione Lunezia” si lega storicamente alla “questione Apuana” che risale all'espansione romana e alla Seconda Guerra Punica). Ma le peculiari qualità amministrative furono, in un primo tempo, riconosciute soltanto a quelle Regioni che vennero definite “a statuto speciale” (come Val d’Aosta, Friuli, Sicilia, Trentino ecc.), mentre per le altre si dovette aspettare anni per chiarire quale fosse la loro funzione. Nel frattempo, fin dal 1947, per volontà di Togliatti e Nilde Jotti, la regione Emilia Lunense fu “sospesa” in attesa di migliori studi (attenzione!!! Sospesa non abrogata).
E' proprio per queste ragioni complesse, di ordine storico, culturale, economico, politico e amministrativo, che oggi ne chiediamo a gran voce il ripristino. Nilde Jotti chiedeva che si approfondissero gli studi sulla istituzione di tale regione che sarebbe dovuta nascere accorpando un certo numero di province tra pianura Padana e mar Tirreno a partire da La Spezia, Parma, Massa-Carrara, Garfagnana ecc.. Cioè, esattamente, quell’antico territorio degli Apuo-liguri-padani di cui si parlava all’inizio. Le province e quindi i comuni di tale regione Emilia Lunense furono “temporaneamente” attribuiti alle regioni limitrofe che sono Liguria, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia. Ciò risulta agli atti della neonata Repubblica Italiana.
Si parlò più volte di dar corso alla regione Emilia Lunense, ma né nuovi studi consentivano di riproporla, né una chiarezza di denominazione facilitavano il discorso (si continuava a confondere Emilia Lunense con Emilia Romagna). Si decise così di dare a tale regione il nuovo nome di Lunezia, affinché fosse distinta, unica, identitaria.
Da ultimo, è stata costituita una Associazione ad hoc denominata Associazione Culturale regione Lunezia (già Emilia Lunense), con il compito di far riaprire il “caso” costituzionale e di dar corso alla ratifica di quanto stabilito dai Padri Costituenti con la Commissione dei 75 che trova oggi prosecuzione legittima nella 1° Commissione Permanente del Senato (Affari Costituzionali). Ed è proprio presso tale Commissione che oggi è pendente e quindi sotto esame una petizione presentata dall’Associazione (seduta 301 del 15 dicembre 2009 numero progressivo 990 – resoconto stenografico del Senato).
Gli studi elaborati in proposito dall’Associazione regione Lunezia offrono oggi ampi argomenti a supporto di quanto richiesto da Nilde Jotti ed hanno aggiornato il progetto definendo con precisione confini e comuni interessati (mappe visibili su google-map o dal sito stesso).
Si tratta di 343 comuni appartenenti alle attuali province di SP – MS – LU – RE – PR – MN – CR – PC che si trovano tutte intorno ad un asse centrale noto come Ti/Bre (corridoio europeo Tirreno Brennero), cioè a quel sistema di arterie di comunicazione intermodale che dovrebbe essere il futuro snodo di collegamento tra Nord Europa e Mar Ligure. L’elenco dei 343 comuni per complessivi 2.500.000 circa di abitanti è parimenti analiticamente riportato nel sito.
Oggi è indispensabile osservare la “questione Lunezia” nel contesto infrastrutturale della Ti/Bre, linea "virtuale" e non solo, capace anch'essa di nascere e resistere contro i potenti del passato e i poteri del presente. Lunezia ed il suo asse portante stradale/ferroviario (ma di conseguenza, culturale e sociale), è geograficamente e politicamente un alternativa agli attuali nodi geopolitici che ne controllano e spartiscono amministrativamente il territorio.
E' una regione al centro di un quadrilatero metropolitano (Milano, Genova, Bologna, Firenze) che si candida essa stessa quale "centro" geocomunitario capace di esprimere un potenziale alternativo enorme e un plusvalore per tutto un Paese italiano ed europeo...(continua)
(clicca qui per leggere l'integralità dell'articolo)
LETTERA APERTA Ai sigg. Presidenti delle Associazioni Industriali
Ci permettiamo di sottoporre nuovamente alla Vs/ cortese attenzione il ben noto "progetto Lunezia" segnalandoVi taluni aggiornamenti recenti
1) Il sistema viario noto come TiBre sta dimostrando come una maggior unitarietà amministrativa dei territori attraversati faciliterebbe la realizzazione anche dei molti progetti connessi. Tale unitarietà amministrativa si raggiunge proprio con la realizzazione della Regione Emilia-Lunense (oggi Lunezia)...
(clicca qui per leggere il documento integrale)
PETIZIONE AL SENATO DELLA REPUBBLICA
All’ Ill.mo Sig. Presidente della Repubblica ; All’ Ill.mo Sig. Presidente del Senato;
c p c/ All’ Ill.mo Sig. Presidente della Camera dei Deputati ; c p c/ All’ Ill.mo Sig. Presidente della Corte Costituzionale
Oggetto: Petizione per la riapertura del “caso” Emilia-Lunense (oggi Lunezia)
(clicca qui per leggere il testo della petizione)
Sulla base delle recenti abrogazione "semplificative" pare abbia ripreso notevole valenza il decreto Farini del 27 dicembre 1859...oltre al ripristino della corretta dicitura "Massa e Carrara" la questione verte ora sull'appartenenza all'Emilia di questa provincia come prevedeva quel decreto. E non è tutto...
Continua la lettura nell'archivio della nostra sala stampa
Cos'è l'Associazione Regione Lunezia?
E' un Associazione Culturale che riprende il progetto Emiliano-Lunense con l'obiettivo di riaprire la discussione di quello che dopo il 46 fu ufficialmente solamente RIMANDATO a tempi più consoni. Come primo atto simbolico (e non solo) la richiesta scritta è stata ufficializzata direttamente al Presidente della Repubblica nel 2008. L'Associazione si prefigge di rappresentare un interlocutore propositivo e attivo del territorio emiliano-lunense con l'obiettivo di favorire lo sviluppo degli scambi culturali, economici, sociali tra i territori coinvolti nel progetto regionale.
Ma per quale ragione chiedere una nuova regione?
A questa domanda si possono trovare numerose risposte su questo stesso sito. Sintetizzando, oggi si puo' affermare che che l'unione delle terre luneziane possa finalmente rappresentare un ideale di amministrazione, di......>>>continua
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UNA REGIONE IN PIU' 100 PROVINCE IN MENO! PILASTRO FONDAMENTALE DEL PROGETTO LUNEZIA
L'eliminazione degli enti "provincia" è una strada politica che si sta faticosamente percorrendo a DX e a SX. Ormai le province sono dinosauri amministrativi che si sovrappongono inutilmente alle regioni e ai comuni. Una Lunezia composta da Comuni e non dalla semplice somma algebrica di province dovrebbe trovare il consenso di tutti.
Lunezia quindi oltre a rappresentare un territorio nuovo, ponte tra l'Europa e il Tirreno, diverrebbe un entità amministrativa più leggera e con meno funzionari. Da 50 anni questo ponte tra Europa del Nord e Tirreno è stato sacrificato sull'altare di alcune vetrine politiche. Il risultato? Ad esempio in Emilia-Romagna un nodo stradale allucinante e sempre bloccato, un Italia che rischia di tagliarsi in due ad ogni tamponamento e un sistema politico che si autoalimenta di questa centralità amministrativa (vedi ultimi "attacchi" agli aeroporti regionali, alle fiere, alla cultura....delle altre città, guardacaso romagnole e occidentali). Per questo e per altri mille motivi molti sostenitori del progetto Lunezia (come progetto amministrativo finale) auspicano che questa nuova regione rappresenti un insieme di territori e comuni e non una semplice sommatoria di province. Lunezia baserà il proprio consenso e la propria nascita sulla partecipazione volontaria e diretta di tutti i comuni. Una regione moderna, in rete, nella quale ogni capoluogo eserciterà un ruolo primario e di authority regionale legato alle proprie potenzialità e specificità storiche/culturali/geografiche/sociali... e si metterà in sinergia con i ruoli e le authority dei differenti capoluoghi che la compongono. Di quanto potrebbe aumentare il PIL dell'Italia se domani venisse applicato il nostro progetto territoriale? Sarebbe interessante teorizzare un calcolo nel medio termine mentre oggi siamo costretti a vedere una montagna che si spopola di giovani, energia e speranze, vediamo città di piccole e medie dimensioni, i loro porti, le loro fiere, gli aeroporti... costretti ad entrare in competizione/sottomissione senza speranze ( e senza gestione di mezzi) con metropoli che giocano allo stesso tempo il ruolo di arbitro e giocatore, di finanziatori e debitori. Periferia o centro? Noi vogliamo che anche la periferia possa giocare un ruolo centrale, culturale, sociale ed economico! Questa è Lunezia! COMMENTA SUL FORUM
PROGETTO DI LEGGE D’INIZIATIVA DEL CONSIGLIERE CORRADI
LUNEZIA, Regione del gusto e della cultura Oggetto consiliare n. 5394 VIII legislatura N. 287
Art. 1
Finalità
1. La Regione Emilia-Romagna promuove la costituzione di“LUNEZIA -Regione del gusto e della cultura”, al fine di valorizzare i legami storico-culturali delle località comprese nelle Province di Pc, Pr e Re, con le realtà istituzionali, culturali ed economiche delle province MS, LU, SP, CR, MN (...continua)
(clicca qui per scaricare il testo del progetto di legge (PDF)
GUARDA UN ESTRATTO DEL DIBATTITO IN ONDA SU RTV38
VIDEOSONDAGGIO RTV38

La Spezia (01/06/2010). Il presidente della provincia della Spezia Marino Fiasella ha scritto una lettera aperta al collega della Provincia di Massa-Carrara e ai Sindaci dei Comuni della Lunigiana e propone la nascita di una nuova regione, la Regione Lunezia . Qui sotto la lettera di Fiasella:
Caro Presidente, Signori Sindaci
(...) ritengo utile svolgere con voi una riflessione non tanto e non solo sul futuro delle Province di Massa-Carrara e della Spezia in quanto Enti territoriali, ma su come l'articolazione di area vasta possa mutare per rispondere ad una esigenza economica, sociale ed anche di rispetto della storia, se si vuole davvero modellare l'assetto istituzionale in base alla vocazione dei territori e non viceversa.
Mi riferisco, ovviamente, alla prospettiva di quella provincia apuo-lunense, nel tempo definita anche "Lunezia", che esiste nella storia e nella quotidiana rete di relazioni che legano molto più i nostri territori tra loro di quanto gli stessi non lo siano con quelli confinanti delle rispettive regioni. (...) non è visionario constatare come questo spazio che ho definito apuo-lunense abbia una connessione con il territorio parmense e con Piacenza, e che la somma di province tutte di confine per le proprie regioni possa forse costituire essa stessa una nuova Regione. Possiamo seguire gli eventi e subire le decisioni romane, oppure possiamo agire o almeno prepararci ad agire in modo coordinato.
E’ per questo, caro Presidente Angeli e Signori Sindaci, che vi propongo di incontrarci un giorno del mese corrente per discutere insieme, suggerendo quale luogo d'incontro proprio Luni, la città dalla quale traiamo l’etimo che definisce questo territorio.
Confidando in un riscontro positivo e interessato da parte di voi tutti, porgo i miei più cordiali saluti
Il Presidente
Arch. Marino Fiasella
(leggi l'articolo completo qui)
Lettera aperta di Marino Fiasella (Pres. Prov. La Spezia):
"Incontriamoci e lanciamo finalmente la Lunezia"
Se la Liguria “ci sta stretta”, come è vero che ci sta stretta, perché il nostro sviluppo ed i nostri interessi sono incompatibili ed in rotta di collisione con quelli di Genova e del resto della Liguria,perché la classe politica non riprende in mano un datato progetto di una nuova Regione chiamata “Lunezia”, Regione costituita, oltre alla Spezia, da Provincie tosco-emiliane i cui interessi non sono in concorrenza ma complementari ai nostri? (Graziano Leonardi Segretario Generale UILM La Spezia)
SPECIALE
SONDAGGIO
CDS
"È difficile definire ciò che è impossibile, i sogni di ieri sono la speranza di oggi e la realtà di domani (Robert Goddard)"
LA REGIONE PONTE TRA NORD EUROPA E MEDITERRANEO
LUNEZIA LA REGIONE DELLE "CAPITALI"

La nuova regione, di valenza nazionale ed europea, sull'asse viario plurimodale Tirreno-Brennero, potrà aggregare a sé forti interessi di ordine economico, culturale e politico, “oggi non del tutto espressi e talvolta contrastati o compromessi dall'assetto amministrativo regionale. Ne sono testimonianza gli accordi che le istituzioni di questo territorio, comuni e province, intrecciano oltre i rispettivi confini regionali.” In questo contesto può assumere una posizione strategica la vasta area dell'Appennino, che da spartiacque di confine diverrebbe una cerniera di realtà territoriali, la Pianura Padana ed il Mar Tirreno, bisognose l'una dell'altra. Addirittura, la collocazione centrale della montagna potrebbe anche candidarla come sede ideale del capoluogo regionale. Ricordiamo ad esempio che per la sede del parlamento europeo, la scelta non cadde su città strategiche, ma su Bruxelles e Strasburgo, con una serie numerosa di Authority decentrate. E così ogni città della nuova regione europea, denominata Lunezia, potrà candidarsi ad essere capitale di una specifica eccellenza, senza che si debba scegliere per forza una città capoluogo. “Su queste basi programmatiche, noi dell' associazione ci prefiggiamo di diffondere il messaggio presso i cittadini e le rappresentanze comunali, al fine di rendere più concreta ed efficace la rete dei nostri aderenti e simpatizzanti, già molto numerosi.”
Oggi una "capitale" regionale non dovrebbe essere vista come un centro di potere ma di "servizio e competenza". Superando i retaggi del passato (la città-Stato individualista che domina, che impone per espandersi e si espande per imporre), nel progetto Lunezia proposto dall'omonima associazione culturale ogni città diventa un pezzetto di capitale con competenze proprie e capace di relazionarsi con le altre sfruttando in particolare i mezzi messi a disposizione dalle moderne tecnologie. Una sorta di rete sinergica in cui da città che "domina" per espandere il proprio potere economico e politico si passerebbe al concetto più vasto e moderno di territorio sinergico di competenza/e, tanto decantato da molte amministrazioni regionali ma mai realizzato. L'intera area regionale stessa a questo punto diventerebbe un network con un proprio progetto condiviso, sinergico, partecipativo e, soprattutto, molto più competitivo e reattivo se confrontato con altre aree regionali italiane o europee ancora troppo concentrate e dipendenti dalle fortune e dalle capacità di un unica grande area urbana. A sua volta questo network dovrebbe relazionarsi con le altre regioni, gli altri Paesi, in particolare quelli che ne condividono i progetti e gli interessi, non in maniera statica ma elastica, mutando i "nodi" relazionali secondo logiche di interesse e sviluppo del territorio e dei cittadini (economici, ecologici, sociali, culturali...) seguendo le modificazioni che il corso della Storia impone.
La conformazione stessa della Regione Lunezia, formata da città di medio/piccole dimensioni e baricentrica rispetto alle attuali grandi aree metropolitane del Nord Italia (vedi questa mappa), permetterebbe la completa realizzazione di questo progetto consentendo di sfruttare al meglio i benefici di un innovativo e sinergico sistema di organizzazione amministrativa/territoriale.