INFRASTRUTTURE E TRASPORTI / TI-BRE e PONTREMOLESE, LE STORIE INFINITE
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PONTREMOLESE L'ALTRA INCOMPIUTA 
L'AUTOSTRADA A15. Futura TI-BRE ?
L'attuale A15, l'autostrada di 102 km che collega Parma alla Spezia attraversando la bassa valle del Taro e la Lunigiana è detta anche Autocamionale della Cisa in quanto supera l'Appennino Tosco-Emiliano presso il valico della Cisa. Permette di collegare agevolmente l'Autostrada del Sole con l'Autostrada A12 (Genova-Rosignano Marittimo), mettendo così in diretta comunicazione la Pianura padana con la Riviera ligure e la Versilia. È gestita da Autocamionale della Cisa S.p.A.
A seguito dei recenti finanziamenti destinati alle grandi opere e dopo innumerevoli vicissitudini vedrà, in un prossimo futuro, prolungare il proprio percorso verso Nord, per innestarsi direttamente nell'Autostrada A22 (la Autobrennero) a nord di Mantova e nei pressi di Verona. La nuova "bretella" autostradale corrisponde ad un tratto di 85 km che ridurrà di 62 km la distanza tra il mar Tirreno e il Brennero. Da sempre osteggiata per motivi politici la bretella TI-BRE negli ultimi anni era stata dimenticata, privilegiando il tratto Bologna-Firenze e quindi la dorsale appenninica. Il progetti allo studio permetterà all'autostrada, attraverso Fontevivo, Martignana di Po e Nogarole Rocca di innestarsi direttamente nell'Autostrada A22 (la Autobrennero) nei pressi di Verona. Oggi sono comunque aperti cantieri per mettere in sicurezza il tracciato e per renderlo più lineare, grazie alla costruzione di nuovi viadotti e gallerie.

Il primo progetto per questa autostrada è degli anni '50 con l'intento di fornire un itinerario alternativo per collegare la Pianura padana con la costiera tirrenica. Per la sua costruzione dovettero essere approntati numerosi viadotti e gallerie per poter raggiungere l'altitudine massima di 745 m s.l.m., a cui si arriva presso l'imbocco della galleria di valico. La sua struttura, a due carreggiate, è in ogni caso molto curvilinea e di conseguenza molto impegnativa per la guida e per i mezzi; per molti anni è stata uno dei percorsi utilizzati come test per i veicoli pesanti.

L'autostrada ha origine dall'A1, nei pressi di Parma. Dopo l'uscita di Parma Ovest il percorso si inerpica lungo la valle del Taro con le uscite di Fornovo di Taro, Borgotaro e Berceto, tutte situate in territorio emiliano. Successivamente, dopo la galleria di valico, l'autostrada prosegue in territorio toscano, in cui si incontrano le uscite di Pontremoli ed Aulla. Infine il percorso fa il suo ingresso in Liguria dove, dopo un brevissimo tratto, è situato l'innesto con l'Autostrada A12 presso la piana di Santo Stefano di Magra, a pochi chilometri dalla Spezia.
Le stazioni di servizio e le aree di sosta presenti sono 5.

Il raccordo della A15 Parma-La Spezia con la A22 Brennero-Modena rientra fra le priorità identificate dalla cosiddetta “Legge obiettivo” e dalla delibera Cipe del 21 dicembre 2001 quale infrastruttura strategica di interesse nazionale. La società Autocamionale della Cisa (controllata dal Gruppo Gavio),  dal 1974 concessionaria Anas per la realizzazione e gestione della bretella in questione, ha predisposto la progettazione preliminare e lo studio di impatto ambientale. L’intervento rientra nel corridoio plurimodale Tirreno-Brennero (in sigla: TiBre), asse di comunicazione privilegiata fra l’area tedesca e i porti tosco-liguri. L’opera tuttavia, oltre a ottimizzare i flussi di traffico generati dalle relazioni fra Europa centro-settentrionale ed il Tirreno, tende anche a scaricare la semi-collassata rete della viabilità ordinaria del territorio attraversato.
(nella foto articolo tratto dal quotidiano l'Informazione)
Lettera aperta del 2008 scritta dal presidente della Provincia di Parma, Vincenzo Bernazzoli, in merito al PTR emiliano-romagnolo e infrastrutture
...Vogliamo che il “piano regolatore” della Regione riconosca innanzitutto il ruolo forte della nostra provincia nell’Emilia occidentale, uno dei sistemi economici più sviluppati e dinamici d’Europa. Con il protocollo firmato l’estate scorsa insieme a Piacenza, Reggio e Modena abbiamo avviato una collaborazione a tutto tondo che il PTR deve recepire e valorizzare, concretamente. Non solo. Forte è il ruolo della nostra provincia anche al centro di un bacino che supera i confini dell’Emilia-Romagna per estendersi a Verona, Milano, La Spezia....Vogliamo, infine, un sostegno costante alla realizzazione della Tirreno-Brennero, un’infrastruttura che valorizza la vocazione del nostro territorio di cerniera tra il Mediterraneo e il Nord Europa. Vogliamo che al progetto sia data sistematicità, anche con l'istituzione di un'apposita Fondazione, e che - in particolare - la Regione investa nella costruzione del nuovo terminal ferroviario al Cepim, una struttura in grado di giocare un ruolo importante lungo la direttrice di traffici europei.
Anche l'attuale potenziamento della ferrovia Pontremolese (il cosiddetto corridoio Tirreno-Brennero), nato sulla base dell’accordo di programma del 2004 e voluto dalla Legge obiettivo tra il Governo, le Regioni Emilia - Romagna, Toscana, Liguria, le Province di Parma, Massa Carrara e La Spezia, i Comuni di Parma, Massa, Carrara e La Spezia, rappresenta un importante e strategica alternativa su ferro di questo importante collegamento. Il raddoppio della linea Pontremolese, previsto dalla Legge n° 17/81, ha infatti lo scopo di potenziare prevalentemente il traffico merci di collegamento tra la pianura Padana e l’Europa Centrale.
La Ferrovia Pontremolese è la linea di trasporto ferroviario che congiunge Parma con la dorsale tirrenica nei pressi della Spezia.
Lo sviluppo complessivo della linea è di circa 120 km; la sua denominazione deriva dalla cittadina di Pontremoli, uno dei principali centri abitati attraversati dalla linea ferroviaria.

I primi progetti per una ferrovia che collegasse la media valle del Po con il litorale ligure e tirrenico cominciarono ad essere presi in considerazione nel 1860, quando il Regno di Sardegna si estese alla Lombardia, all'Emilia e alla Toscana.

In particolare si guardava ad una linea per collegare il costituendo Arsenale della Spezia con la piazzaforte di Piacenza (in un'ottica di guerra contro il Veneto), in un punto intermedio fra le linee trans-appenniniche già esistenti, quali la linea dei Giovi sopra Genova e la linea Porrettana tra Bologna e Firenze.

I progetti presentati sino ad allora, prendevano sostanzialmente in considerazione due possibili direttrici. Una tra Parma e il Golfo della Spezia attraversando le valli del Taro e della Magra, l'altra da Lucca verso Reggio Emilia e Modena. Questa seconda soluzione era ovviamente preferita dalle autorità di Livorno, per poter favorire i commerci verso il porto cittadino a discapito degli scali marittimi liguri.

Con un decreto del 17 luglio 1860 il governo presieduto da Cavour nominò una commissione al fine di vagliare le proposte per la realizzazione della linea. Nel frattempo, dai privati furono preparati e presentati numerosissimi progetti per la costruzione della linea. La commissione espose le sue conclusioni con una relazione del 16 giugno 1862 (poi pubblicata nel 1863), con la quale si stabilì che una linea tra Piacenza e la Spezia era effettivamente di interesse strategico, e che la via più breve ed agevole era quella che passasse per le valli del Taro e della Magra, attraversando gli Appennini lungo la galleria del Borgallo.
Fin dall'inizio concepita per esigenze di movimentazione merci tra i porti dell'alto Tirreno ed il nord Italia (il cosiddetto corridoio Tirreno-Brennero), è tutt'oggi molto utilizzata a tale scopo.

Il traffico passeggeri è in buona parte limitato al pendolarismo degli abitanti delle due vallate verso i relativi capoluoghi, non mancano tuttavia alcune coppie di treni a media percorrenza che collegano le città del litorale tirrenico con i principali centri della Pianura Padana.

Il controllo sulla circolazione dei treni in tutta la linea viene effettuato dal Sistema di Comando e Controllo (SCC) di Pisa.

La linea, originariamente concepita a singolo binario tranne il tratto di valico (da Borgo Val di Taro a Pontremoli), negli ultimi è stata interessata da numerosi lavori di ammodernamento, che hanno consentito di estendere i tratti a doppio binario anche alle sezioni Solignano-Berceto e Vezzano Ligure-PP Chiesaccia (tra Aulla e Villafranca in Lunigiana). Al momento sono attivi cantieri per il raddoppio del tratto Solignano-Fornovo.

I lavoro di raddoppio hanno comportanto anche lo spostamento verso nord del raccordo meridionale con la linea tirrenica, con conseguente abbandono del tratto a binario unico tra Santo Stefano di Magra e Sarzana e dismissione della stazione di Ponzano Magra. La stazione di Sarzana, pertanto, non costituisce più uno dei capolinea della linea. Il raccordo, a doppio binario, è ora situato nei pressi della stazione di Arcola. Anche il raccordo settentrionale, originariamente situato nei pressi della stazione di Vezzano Ligure è stato spostato verso nord grazie all'aggiunta di un binario appositamente dedicato al traffico della Pontremolese, il quale corre parallelo alla linea tirrenica dalla stazione di Vezzano a quella di La Spezia Migliarina.
(nella foto articolo tratto dal quotidiano l'Informazione)
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Fabio Evangelisti deputato alla Camera in una dichiarazione alla stampa del marzo 2007 successiva all'incontro tra parlamentari toscani e l'allora Ministro dei Trasporti Antonio Di Pietro
...Quello che poi va aggiunto è che il progetto ha un respiro più ampio in quanto la Pontremolese è da considerare un tratto strategico. Purtroppo negli ultimi anni era stata dimenticata, privilegiando il tratto Bologna-Firenze e quindi la dorsale appenninica. Noi, invece, proponiamo il corridoio tirrenico anche per non avere un´unica dorsale. Ci battiamo dunque non solo per una visione localistica
XV LEGISLATURA
Allegato B  Seduta n. 88 del 19/12/2006
INTERROGAZIONI PER LE QUALI È PERVENUTA RISPOSTA SCRITTA ALLA PRESIDENZA
Botta e risposta tra l'On.Barani e il Ministro di Pietro in merito alla Pontremolese
LEGGI L'ESTRATTO DAL DOCUMENTO>>>>
IL TRACCIATO DELLA NUOVA BRETELLA
85,24 chilometri che attraverseranno il Veneto (km 15,7), Lombardia (km 51,750 tra le province di Mantova e Cremona) ed Emilia (km 17,5). La maggior parte del tracciato è a raso, ma sono previsti anche circa 10 chilometri di viadotti e 6 in trincea. Sul Po sarà realizzato il più lungo ponte strallato (senza piloni di sostegno nel fiume) d’Italia in cemento armato, lungo 3.700 metri; altri ponti permetteranno di superare Oglio e Mincio.
La Cisa sottolinea che «una parte rilevante» della spesa prevista è destinata alla salvaguardia dell’ambiente: le aree espropriate sono circa il doppio di quelle strettamente necessarie alla realizzazione dell’autostrada in modo da realizzarvi, a fianco, boschi e altre barriere antipolvere e antirumore. Una cinquantina di piccoli depuratori — serviti dal collettore realizzato sotto il manto stradale — filtreranno l’acqua piovana che dilava la carreggiata.
I piccoli animali desiderosi di passare da un lato all’altro delle corsie autostradali avranno a disposizione comodi e sicuri sottopassi con tanto di presa d’aria a metà, a intervalli di 2-300 metri.
DICHIARAZIONE DI BERNAZZOLI DOPO L'INCONTRO CON IL MINISTRO DI PIETRO DELL'OTTOBRE 2006
In quell'occasione venne consegnato al Ministro un documento approvato  da una quarantina di rappresentanti delle istituzioni e degli enti dei territori provinciali di La Spezia, Massa Carrara, Parma, Mantova e Verona in occasione del tavolo di coordinamento promosso dalla Provincia di Parma 
"Fermo restando che il disegno autostradale ottimale non può che essere quello Fontevivo – Norgarole Rocca – ha dichiarato Bernazzoli dopo il colloquio con il ministro – è opportuno avviare un tavolo di confronto che possa risolvere il nodo relativo al secondo tratto, dando al più presto avvio alla cantierizzazione della prima parte Fontevivo – Mantova. Sono certo che il ministro saprà tenere conto della posizione unitaria di tanti enti ed istituzioni che sollecitano la realizzazione anche dell’infrastruttura ferroviaria Pontremolese, opera altrettanto fondamentale per la quale è già in corso una realizzazione a stralci progressivi. Credo comunque che in un momento difficile per le risorse pubbliche, anche l’avvio di un primo passo, in questo caso il tracciato autostradale, rappresenti un risultato importante ottenuto anche grazie all’accordo unitario delle istituzioni".
>>>CLICCA E SCARICA IL DOCUMENTO PDF APPROVATO DAL TAVOLO DI COORDINAMENTO
LE RAGIONI DELLA SUA REALIZZAZIONE (da autocisa.com)
Il corridoio plurimodale Tirreno Brennero “Raccordo autostradale Autostrada della Cisa A15-Autostrada del Brennero A22 Fontevivo (PR) Nogarole Rocca (VR) – di seguito TIBRE - è inserito nelle piattaforme territoriali strategiche transnazionali individuate come parti del territorio dove è ipotizzabile si possano concentrare le funzioni di eccellenza dell’economia, della conoscenza e dell’innovazione, aree cioè capaci di raggiungere i più alti livelli di competitività e di eccellenza nell’offerta territoriale e nella produzione di ricchezza, creando un diretto collegamento tra tre importanti territori – snodo (La Spezia, Parma, Verona) aventi capacità di fungere da commutatori tra i grandi flussi europei e internazionali ed i territori locali.

Clicca nell'immagine qui a fianco e leggi l'articolo (PDF) da LA NUOVA PROVINCIA del maggio 2006
COMUNICATO STAMPA (Verona,  20 febbraio 2007) dall'ufficio Comunicazione e Ufficio Stampa della Provincia di Verona
Asse Tirreno-Brennero (Ti-BRE) e sviluppo del trasporto intermodale: il presidente Mosele incontra a La Spezia i presidenti delle province di Parma e La Spezia per condividere un programma di potenziamento delle infrastrutture
Si è tenuto ieri a La Spezia presso gli uffici della presidenza della provincia spezzina un incontro programmatico tra il presidente della Provincia di Verona Elio Mosele, il presidente della Provincia di La Spezia Giuseppe Ricciardi, il presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli, il presidente dell’Interporto di Parma (CePIM Spa) Johann Marziani, il presidente dell’autorità portuale Cirillo Orlandi, il presidente del Consorzio ZAI Flavio Zuliani, e Laura Poggi, assessore alle attività produttive e politiche comunitarie della Provincia di Verona.

Oggetto della discussione il potenziamento delle infrastrutture logistiche per sostenere il significativo aumento di traffico delle merci da e per il Nord Europa e il Tirreno, e dunque fra il porto di La Spezia e l’intera  realtà padana e continentale.

Il nuovo modello infrastrutturale prevederebbe l’integrazione delle tre piattaforme logistiche di La Spezia, Parma e Verona, già posizionate lungo il miglior asse ferroviario-autostradale per il servizio ai territori del centro-nord Italia e quindi di ingresso, lungo l’asse del Brennero, nei mercati centro-europei.

Attualmente il porto di La Spezia movimenta circa 90 treni alla settimana, che potrebbero arrivare entro la metà del 2008 a 150 per un totale annuo di circa 2 milioni, se venissero sfruttate a pieno le potenzialità. Il Porto di La Spezia, in collegamento con l’interporto di Parma e il Quadrante Europa di Verona vedrebbero incanalato il traffico container sulla Ti-Bre avendo come interporti di riferimento oltre a quello di La Spezia anche Parma e Verona, che - attualmente specializzato in movimentazione TIR - dovrebbe dunque acquisire una nuova specializzazione nel trattamento dei container. “Verona è considerata un nodo fondamentale per sviluppare ulteriormente le funzioni di servizio al traffico container per i territori economici di riferimento, nonché il ciclo completo della logistica integrata legata alle merci, agli operatori, infine la funzione di instradamento verso i mercati nordeuropei lungo l’asse del Brennero” - ha spiegato il professor Mosele, che ha concluso affermando “le infrastrutture già esistono, occorre  potenziarle”.  
LA FRASE CHE RIASSUME TUTTO:
Pierluigi Ferrari (Vicepresidente Provincia di Parma) agosto 2004 riferendosi al raccordo TI/BRE
" Non posso negare che fino ad oggi, fattori di carattere politico ne hanno negato la sua realizzazione"
Corridoio Tirreno-Brennero incontro del 09/01/2009 a Parma con il ministro Matteoli che ha confermato gli impegni del governo per i finanziamenti e per l'iter di queste realizzazioni.

IL COMUNICATO UFFICIALE
Il Tavolo interistituzionale per la realizzazione del Corridoio Ti.Bre., formato da Regioni, Comuni e Province interessate dal tracciato, ha incontrato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli per confrontarsi su alcune proposte, elaborate dal Tavolo stesso, per la realizzazione delle opere infrastrutturali funzionali al completamento del Corridoio Intermodale.

Fra i punti della proposta l’affidamento dell’appalto per la realizzazione del primo tratto dell’autostrada di collegamento A15 – A22 in direzione Brennero e il completamento del corridoio tirrenico Rosignano – Civitavecchia. Inoltre nel protocollo si chiede il completamento del nuovo terminal ferroviario merci all’interporto di Parma, il mantenimento dei tempi di attuazione previsti dagli accordi di programma per la costruzione della galleria e per il completamento dei lavori sul tratto Solignano – Osteriazza della Pontremolese, la progettazione e la realizzazione delle varianti necessarie al collegamento funzionale dell’attuale linea ferroviaria Parma – Suzzara – Poggio Rusco con l’asse ferroviario Verona – Brennero.

Il Corridoio ferroviario e autostradale Tirreno – Brennero rappresenta uno strumento di collegamento e distribuzione delle merci e di mobilità delle persone che attraversa territori e aree ad alto sviluppo economico, in particolare porti e interporti, e connette il sistema portuale dell’alto Tirreno con i mercati del Nord Europa. I rappresentanti delle Istituzioni dei territori interessati, pertanto, hanno riaffermato oggi la validità strategica dell’opera e la sua rilevanza nazionale, che favorirà lo sviluppo di un sistema integrato di logistica e trasporti, con indubbi benefici sul piano economico e ambientale. Il governo, nel novembre 2008, si è impegnato a mantenere le risorse destinate alla progettazione definitiva dell’intera tratta del raddoppio della Ferrovia Pontremolese per un finanziamento di 48 milioni di euro.

Del Tavolo interistituzionale, che è coordinato dalla Provincia di Parma, fanno parte:Regione Emilia-Romagna Regione Liguria Regione Lombardia Regione Toscana Provincia di Cremona Provincia di La Spezia Provincia di Livorno Provincia di Mantova Provincia di Massa Carrara Provincia di Parma Provincia di Reggio Emilia Provincia di Verona Provincia di Trento Comune di Cremona Comune di La Spezia Comune di Livorno Comune di Mantova Comune di Massa Carrara Comune di Parma Comune di Reggio Emilia Comune di Verona Comune di Trento

Oltre ai soggetti che operano nei servizi logistici, e altro, nell’ambito del Corridoio plurimodale (Camere di Commercio, Fiere, Interporti, Autorità portuali, Parlamentari eletti nelle province interessate) e forse un giorno, speriamo, anche i rappresentanti dell'Associazione Lunezia.

I punti dell’Accordo proposto al Ministero, nel dettaglio, sono i seguenti:

1°) completamento del nuovo terminal ferroviario merci dell’interporto di Parma, come previsto nell’accordo tra RFI, Cepim e le Province di Parma e La Spezia, con la partecipazione diretta della Regione Emilia – Romagna
2°) mantenimento delle previsioni dei tempi di attuazione per i lavori a cielo aperto e per la costruzione della galleria e del completamento dei lavori sul tratto Solignano – Osteriazza sulla Pontremolese
3°) attuazione in tempi rapidi della elettrificazione del raccordo dei centri intermodali Cepim (Parma) e quadrante Zai (Verona) a seguito dell’assegnazione delle risorse avvenuta in data 6/11/2008 tramite la sottoscrizione della convenzione apposita
elettrificazione dell’attuale linea ferroviaria Parma – Suzzara – Poggio Rusco nonché la progettazione e la realizzazione delle varianti necessarie al collegamento funzionale con l’asse ferroviario Verona – Brennero
4°) impegno, da parte delle Regioni e del Ministero, a utilizzare i Fondi strutturali europei 2007/2009 specificamente dedicati a progetti interregionali
5°) affidamento dell’appalto per la realizzazione del primo tratto dell’autostrada di collegamento A15 – A22 in direzione Brennero e completamento del corridoio autostradale tirrenico Rosignano – Civitavecchia.
6°) necessità di coordinare la Ti.Bre. autostradale con l’autostrada Cremona – Mantova recentemente data in concessione dalla Regione Lombardia
7°)approfondire l’eventualità dell’affidamento dell’attuale infrastruttura ferroviaria a nuove gestioni promosse dagli Enti pubblici locali.