inesorabile
come la notte e il giorno
dovrebbe essere l’umanità
per condividere atti
e pensieri
in armonia con l’universo
guardo con occhi aperti
la grande luna
d’inverno
che scende dal mio cielo
per infilarsi
con movenze scandite
fra i rami secchi
del bosco
sulla breve collina
lassù
mentre ammiro
la sua perfetta discesa
come solo le leggi
del cosmo
impongono
prive d’ansia e di languori
mentre il mio battito
accelera i suoi pensieri
e sussurra
stasera ci vedremo ancora?
ma si tratta infine
e solo
delle superfici di un corpo
munito di suppellettili
non si tratta di memoria
la sola in armonia
con l’universo
inesorabile
come la notte e il giorno
dovrebbe essere l’umanità
per condividere atti
e pensieri
in armonia con l’universo
e guardo con occhi accesi
il chiarore diffuso
e privo di tormento
del mio cielo
dopo il tramonto di luna
avverto
col tremito di una foglia
la sua comparsa
quella di un sole
accecante
come impone la gelata
d’inverno
e navigo potente
a vele spiegate
padrona del mio destino
nel tempo breve
dello scambio
e percorro le scale
di legno
per abbracciare Musil,
il tuo pelo è vecchio
è tempo di cessazione
gli sussurro
e possiedo
lo splendore inesorabile
della notte e del giorno