Copyright © 2008 Lunezia.com Tutti i diritti riservati [Vietata la riproduzione]



LA CULLA APUANA
La storia della regione Emilia Lunense è strettamente collegata alla questione apuana che risale all'epoca dei romani. La "pulizia etnica" degli apuani rei di essersi alleati con Annibale. L'occupazione dei monti appeninici tra Tirreno e pianura padana.
La “questione Lunezia” si lega storicamente alla “questione Apuana” che risale all'espansione romana e alla Seconda Guerra Punica. Allora gli Apuani (una confederazione di tribù Liguri) furono alleati di Annibale; perciò i Romani non dimenticarono e a tempo debito, cioè intorno al 180 a.C., riuscirono a deportarli in massa (50.000 individui, un bel numero per quel tempo!) nel Sannio, nei pressi della odierna Macchia di Circello, per rimpiazzare i Sanniti già sterminati nelle guerre sannitiche precedenti.
Quivi gli Apuani dopo quella sorta di “trapianto etnico” vennero ribattezzati a loro volta Sanniti. In seguito alla cacciata degli Apuani, furono fondate le colonie di Luni e di Lucca. Il territorio apuano era in prevalenza montagnoso (Appennino Tosco-Emiliano) circondato da paludi (Piacenza – Luni – Lucca), che furono bonificate appunto dai coloni romani (da notare la corrispondenza tra i nomi Lucca e Luni con la parola “palude” che ha etimologia in “lun/luk” delle parlate gallo-celtiche).
Di Apuani dunque non si sarebbe più dovuto sentir parlare...invece…
Invece accadde che parecchi Apuani, sfuggiti alla cattura, occuparono i monti oggi appenninici a cavallo tra il Tirreno (Versilia) e la pianura padana (Parma/Piacenza/Reggio Emilia). Nel frattempo la zona padana fu conquistata e bonificata da Emilio Lepido (donde successivamente i nomi di Via Emilia e Regione Emilia). La parte Tirrenica, invece, a causa delle sue paludi difficilmente bonificabili per la vicinanza del mare (Fosse Papiriane - cioè dalla piana di Luni fino al Lago di Massaciuccoli), rimase controllata da gruppi di Liguri Apuani sopravvissuti, che praticavano la guerriglia da montagna contro i Romani: questi ultimi, dal canto loro, dopo aver tracciato la Via Aurelia fino a Pisa, non poterono proseguirla lungo la costa ligure, sia per causa delle paludi Papiriane, sia per causa della guerriglia Apuana; furono così costretti ad effettuare ampie deviazioni viarie verso Lucca/Garfagnana/Aulla per ricongiungersi poi con la Liguria.
Il controllo di quella porzione di costa tirrenica che oggi va da La Spezia a Viareggio rimase nelle mani degli Apuani per ulteriori 120 anni fino a quando cioè intorno al 56 a.C. Giulio Cesare riuscì a costruire una scorciatoia tra Pisa e Luni, ricalcando antichi tratturi apuani; oggi quella scorciatoia è praticamente la Via Sarzanese nel tratto che va da Lucca a Sarzana. Dopo il 56 a.C., con Giulio Cesare, i Romani assunsero il controllo anche delle zone apuane che da quel momento vennero (almeno ufficialmente) latinizzate nei costumi e nella lingua.
Gli Apuani restarono come popolazioni locali sulle alture appenniniche, spesso integrandosi con i coloni romani, perdendo solo apparentemente la propria identità ed il proprio nome originario (che fra l’altro parrebbe non essere neppure Apuani, ma Sengauni) radicando nel territorio la propria cultura, la propria parlata, i propri costumi, le ricette alimentari, le sagre popolari omogenei fra le varie comunità sparse per gli antichi territori, sui quali stazionano ormai da secoli, malgrado la deportazione del 180 a.C. e successive invasioni. Un territorio che noi oggi chiamiamo Lunezia e che i Padri Costituenti chiamarono Emila-Lunense.
Di quando in quando nella storia si è cercato di ridare un'amministrazione omogenea al territorio che era stato degli antichi Apuo-liguri-padani. Dopo la caduta di Napoleone, col trattato di Fontainebleau del 1814, si tentò di attribuire una sorta di Lunezia ante litteram a Maria Luigia d’Austria, moglie di Napoleone, col Ducato di Parma che si estendesse fino al mare Tirreno; ma il tentativo fallì per il timore che Napoleone potesse usare tale territorio come trampolino di lancio per ritornare al potere. Così quella mini-Lunezia restò monca e senza sbocco al mare.
Scheda collegata all'articolo: Alla ricerca di Lunezia, 21a regione d'Italia
*L’articolo è stato redatto a cura del Centro Studi Lunezia dell’Associazione Culturale Regione Lunezia (già Emilia Lunense) nel febbraio 2010.