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Ma non c'è un vessillo storico della lunezia?
I territori luneziani sono sempre stati divisi amministrativamente anche se uniti grazie ai continui scambi e alle strade storiche che da secoli li percorrono da nord a sud , da est a ovest. Lunezia quindi è diventata oggi un progetto apolitico moderno che riprende un idea del passato senza pero' essere sottomessa ad obblighi storici di colori, vessilli o altro. E' la sua forza anche se a prima vista puo' sembrare un punto debole, un progetto attualissimo libero di inventarsi ed innovarsi. A questo proposito l'Associazione Culturale Regione Lunezia ha recentemente creato una bandiera che rappresenta l'unione delle terre luneziane. Ha 3 colori simboleggianti i principali "caratteri" della nuova regione, perfettamente integrata in Europa e nuovo motore dinamico per tutta la penisola (per approfondimenti clicca qui). In passato gli studenti del Istituto d'Arte parmigiano "Toschi" hanno partecipato ad un concorso che si prefiggeva di trovare un simbolo per questa regione (per approfondimenti clicca qui).
Cos'è l'Associazione Regione Lunezia?
E' un Associazione Culturale che riprende il progetto Emiliano-Lunense con l'obiettivo di riaprire la discussione di quello che dopo il 46 fu ufficialmente solamente RIMANDATO a tempi più consoni. Come primo atto simbolico (e non solo) la richiesta scritta è stata ufficializzata direttamente al Presidente della Repubblica nel 2008. L'Associazione si prefigge di rappresentare un interlocutore propositivo e attivo del territorio emiliano-lunense con l'obiettivo di favorire lo sviluppo degli scambi culturali, economici, sociali tra i territori coinvolti nel progetto regionale (per approfondimenti clicca qui).
Ma per quale ragione chiedere una nuova regione?
La Regione Lunezia costituirebbe un referente diretto con il Governo centrale e con le istituzioni europee e ci aiuterebbe a sviluppare tutte le nostre potenzialità e responsabilità.
Ma a questa domanda si possono trovare numerose risposte su questo stesso sito. Sintetizzando, oggi si puo' affermare che che l'unione delle terre luneziane possa finalmente rappresentare un ideale di amministrazione, di sviluppo (ad esempio la direttrice TI-BRE è un cordone ombelicale d'importanza europea ma volontariamente da sempre sottovalutato per ragioni politiche) e di sinergia tra città oggi periferie regionali, marginalizzate malgrado il loro potenziale e che da anni esprimono storia, culture, tradizioni e interessi comuni.
Cosa c'entra l'asse geografico del Po con la costa Tirrenica?
Si chiama "semplicemente" asse TI-BRE (Tirreno/Brennero) ! Non è un semplice acronimo autostradale, è un termine forse nuovo per molti ma riconosciuto da tempo dall'Unione Europea a dalle province coinvolte che fanno di tutto per attrezzarlo ed unirlo nel migliori dei modi. Unire il nord Europa e il mediterraneo vuol dire giocoforza ragionare su un asse mediano che unisce il Po e la pianura ai porti e le spiagge del levante ligure e del Tirreno e uscire dalle logiche accentratrici del passato. Ricordiamoci che siamo in Europa e nel XXI secolo, il mondo è parecchio cambiato dal '45 o dalle divisioni catastali dell' 800 che col tempo si sono trasformate nelle attuali regioni.
Ma geograficamente non si tratta di aree diverse, divise da un crinale APPENNINICO, quindi reti dei fiumi diverse, vegetazione diverse, ecc. ?
Il crinale APPENNINICO per noi non DIVIDE ma UNISCE. Il progetto Lunezia vuole uscire dalle logiche medievali che vedono nei fiumi e nei monti semplici linee di confine....mentale. Qui, tra questi fiumi diversi, vegetazione diverse, ecc. (casomai tipiche differenze riscontrabili in ogni regione d'Italia e nessuno ne fa un dramma ma casomai una ricchezza ambientale), la gente ha sempre scambiato merci, cultura, avvenimenti storici....molto più che Reggio con Ravenna, La Spezia con Ventimiglia, Cremona con Sondrio o Carrara con Siena.
Una regione in più? Non sarebbe meglio abolire le provincie in quanto enti inutili ?
Tra i sostenitori del progetto luneziano sono in molti a proporre l'abolizione delle province e l'accorpamento dei piccoli comuni. L'asse Emiliano-lunense è da sempre boicottato dalle attuali regioni che continuano a preferire una centralizzazione caotica e fuori logica. 100 province in meno e una regione strategica in più porterebbero molti vantaggi e meno spese a tutta la nazione
Ma non ci sono problemi più importanti da risolvere?
Una cosa non impedisce l'altra. Dobbiamo parlare solo di problemi "più importanti" e mettere il resto del cervello in ibernazione ad vitam? Il Rinascimento forse non sarebbe nato se i popoli avessero pensato solamente ai problemi del loro medioevo. E poi, in cosa impedirebbe il progetto emiliano-lunense dal trovare soluzioni ad altri "problemi"?
Ma è un progetto troppo difficile, forse troppo bello, non credete che nessuno alla fine vorrà accettarlo?
Molte burocrazie impediscono a progetti moderni e più consoni come questo di venire alla luce legando le menti nel limbo di uno status quo ormai superato dai fatti. E' un bel ricatto affermare che dal momento che è tutto marcio o immutabile è inutile fare sforzi. Eppure anche i continenti mutano! Occorre porre fiducia nell'intelligenza umana ed essere convinti che alla fine il ragionamento e il confronto porteranno ai risultati migliori. Uomini e donne di ogni credo politico o religioso hanno già accettato l'idea di confrontarsi sul progetto Lunezia, è iniziato un percorso sicuramente difficile perchè fuori dagli schemi ma che difficilmente si potrà fermare.