OLTRE
11/08/2008
OLTRE
Il cuore gocciola da tempo
ormai
lacrime di sangue
cadono a terra, calpestate
disperse da folate
come gorghi maligni
in preda alla derisione
Parlo con te, Lunigiana
conchiglia del mio corpo
parlo con te, remota
e vibrante,
so che mi ascolti
Dai tuoi seni
sgorgano lacrime di cristallo
mentre i tuoi occhi fissano
feroci
i corpi calpestati
le bocche stupite dalla cessazione
in Indonesia, a Pasuruan
luogo ignoto, affamato
urlante
contro i cancelli dei ricchi
dalle mani distese
come corone di spiccioli
densi di spine
Parlo con te, Lunigiana
il tuo tessuto è intatto
le tue aspirazioni alate
la tua pietà sgomenta
i tuoi ideali solenni
Parlo con te, Lunigiana
le tue mani materne
sciolgono il dolore del mondo
la tua compassione
dà vita a pulsazioni toccanti
la tua memoria
imprime linfa vitale
su cuori infelici, disadorni
colpevoli
Le geometrie superbe
delle tue Apuane
e le sagome lascive degli Appennini
aperti agli antichi cammini
e solidali
sono la tua bandiera di pace
il tuo sorriso di solidarietà
verso la grondaia umana
inquieta e in disarmo
Tu, Lunigiana
sei il crogiuolo
di un mondo
colmo di desiderio
il tuo ventre
mostra perle
come chicchi di luna
tu Valle della Luna
La culla impervia oscura
delle tue Apuane
dal ventre lacerato
dal colore sciacquato
nel Mare Nostrum
appena azzurro
e sparpagliato
dalle brezze del mattino
canta le parole dolci
ai bambini
gettati nel tuo mare
da barche nere, urlanti
come lupi
e scomposte dal dolore
Le forme lascive
degli Appennini
ancora sono i sentieri
di nuovi e luminosi cammini,
l’antica lacerazione
diviene oggi aspirazione
e dettato amministrativo,
i tuoi boschi
come una musica colma di vento
a ricordare volti bruciati
volti di fame mortale
di cuori cessati
durante le stagioni di un mondo
immaturo, fulminante
atroce
denso di grida
Le tue acque mormoranti
quelle di terra
e quelle di mare
come intimo soffio di nascite
per suggellare la vita
Parlo di te, Valle della Luna
astro gelato
immenso sul tuo terreno
dentro un silenzio contemplativo
come spirito
denso di brume e di lamponi
E parlo di te
ai Popoli dolenti
dalle dita di sangue
dalle bocche cessate
e dalle bocche imploranti
come lacrime calde
saettanti,
parlo di te
a pance rigonfie di fatica
e di spreco di cibo
parlo di te, Lunigiana
esemplarità cocente
aspirazione totale
luce edificante
e clamore di sussurri
corpi come fantasmi
in eruzione
Tu, Lunigiana
grembo di una terra
suasiva
colma di braccia fraterne
di giochi, di gioia
di scambio mercantile
dolce
attenta all’umano cammino
su strade tracciate
su vie da scavare
su corolle nascenti
su musiche di canti solari
su accenti materni
come un grembo da abitare
Parlo con te, Lunigiana
Valle della Luna
LUNEZIA sorgiva
spalancata ansiosa,
umori primordiali
i tuoi
voce di lupi notturni
zoccoli di caprioli
veloci come le nuvole
astro di luna
sul mondo che rinasce
dalle sue ceneri
per sventolare la vita
Parlo con te, Lunigiana
donna colma e soave
semplice e guerriera
aperta e segreta,
sei avvolta nella malinconia
per dettare l’intreccio
lo scambio difficile
dentro i luoghi fertili
e mai praticati
della memoria
Parlo con te, Lunigiana
con la tua anima
Per dettare una vita
imperfetta
colma di animazione
e di sogni
Per inseguire
un’utopica filosofia
di mestieri
di sosta di contemplazione
e d’amore